L’importanza di trovare un posto nel mondo

scritto da razionandre
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Tema libero sul riuscire a trovare se stessi e sull’importanza di avere una identità ed una patria - Dramma del giovane amico suicida di Ungaretti, da “In Memoria, si chiamava Moammed Sceab”
- Nota dell'autore razionandre

Testo: L’importanza di trovare un posto nel mondo
di razionandre

Spesso i nostri genitori ci insegnano che nella vita dobbiamo porci un obiettivo e fare di tutto per raggiungerlo, questo secondo molti è l’unico modo che hanno le persone per riuscire ad essere felici.
Questo obiettivo, chiaramente, non deve essere unico ma può anche estendersi a più radici, come possono essere l’avere una famiglia e degli amici nel caso in cui l’obiettivo che ci si pone sia a livello personale ed incentrato sulla propria carriera.
Io, invece, penso che per raggiungere la felicità non serva solo un obiettivo qualunque, detto così è troppo generico, credo che serva un obiettivo che ci faccia sentire abitanti di questa terra, che ci faccia sentire parte della società e soprattutto che ci faccia sentire parte della storia, la quale potrebbe essere l’unica esistente nell’infinito universo in cui ci troviamo.
Ognuno di noi necessita di un luogo di appartenenza, quindi di una identità, poiché senza di questa noi non siamo niente... se già siamo consci che alla fine della nostra vita nessuno si ricorderà più di noi, vogliamo almeno la certezza di avere, durante questa vita, un luogo di esistenza, ovvero un posto in cui viviamo, lavoriamo e ci circondiamo di persone che ci vogliono bene.
Quando una persona non riesce a trovare il proprio luogo di appartenenza non ha motivo di continuare ad esistere, poiché sarebbe semplicemente una vita senza uno scopo finale (cioè inutile) ed una vita di solitudine… E se c’è una cosa che è peggiore della morte, è proprio vivere una non-vita, nella quale non si parla più di vivere, ma di sopravvivere.
Ci sono diversi punti di vista sul fatto di decidere se valga o meno la pena di continuare a vivere senza un senso, con i momenti di dolore e di dispiacere che superano di gran lunga quelli di felicità, o se conviene arrendersi, scegliendo una strada considerata da molti la più semplice, ovvero quella di “farla finita”.
Io, trovo invece che sia ingiusto e da persone ignoranti, avvalersi della libertà di dire che “farla finita” è una scelta fin troppo semplice: poiché deve essere facile, per chi ha una vita positiva dare giudizi sulle vite di coloro che non sono stati altrettanto fortunati; è sicuramente vero che ci sono persone che si sono guadagnati un’ottima vita da zero e solo con le proprie forze, ma come spesso accade, sono quelli fortunati fin dalla nascita ad essere coloro che esprimono la propria opinione essendo ignoranti sull’argomento, non avendo mai avuto delle vere e proprie esperienze essendo: “nati già grandi”, ovvero nati già con delle disponibilità economiche e dei vantaggi sociali e fisici, grazie ai quali avranno un futuro assicurato nella società odierna…
Secondo me, quindi, le persone che non sono riuscite, nonostante gli sforzi, a ritagliarsi un piccolo spazio per se stessi nel mondo e nella società, hanno tutto il diritto di “lasciare andare” la propria vita; d’altronde quale essere, con una normale coscienza, lascerebbe questi individui in una battaglia con se stessi, il cui risultato è già scritto?
Questa battaglia è la crisi d’identità, uno scontro tra sé e le infinite e diverse parti che esistono in sé…
Ecco, quindi spiegato il motivo per il quale è spesso più importante trovare un posto nel mondo, piuttosto che un obiettivo, in alcuni casi (come nel mio), le due cose sono collegate, se non le stesse.
Quando ci si trova in una situazione così critica, si lascia tutto al caso: ci si disinteressa completamente degli eventi che avvengono attorno a noi, si perde la speranza, ma è in questo momento di completa apatia, che ci si può rialzare: diventando ancora più forti e resistenti di prima, anche se rimarrà sempre (come è giusto che sia) una cicatrice indelebile nel nostro corpo, più precisamente nella nostra mente... ma tanto quanto si può risalire, altrettanto si può cadere: poiché se non si riesce a svegliarsi da questo incubo che è la vita senza un senso, si resterà per sempre dormienti, come colpiti da un malessere interiore che diventa cronico, e non è più curabile… se non con la morte.

L’importanza di trovare un posto nel mondo testo di razionandre
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