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A volte, quando mangio, piango.
E tutto il sesso che non ho consumato durante questi mesi sfocia nelle salse di quel pasto, ricco di sapori, di emozioni, di passioni. Lo so, è molto personale. Ma ho imparato che l'amore lo si fa con tutto.
Vorrei sempre essere primavera, o una folata di vento vicina al tuo volto.
Spesso mi sono sentita dire "Non piangere quando mangi", ma il mio corpo proprio non resiste. Così si lascia andare al fuoco più intenso; finisce sempre che mi scotto la lingua anche con il riso freddo. Perché cerco di baciarti fino in fondo e sentire il tuo palato. Come quando sollevo il palato molle per cantare. Il suono penetra il vuoto davanti a me. E così, severo e ardente esce fuori dalla mia bocca e raggiunge i tuoi timpani, è seme che si sparge nello spazio circostante. Allora muovo le mani perché ti voglio ammaliare, muovo i fianchi perché ho voglia di danzare. Mi muovo perché il corpo freme e non resiste più, non resisto più. È un corpo fragile davanti a cibo, musica e amore. Così mangio ancora, ancora sei nella mia bocca ma io ho sempre più fame e voglio cantare.
GG