Ci sono notti che corrono veloci e notti più lunghe che paiono eterne.
Nel silenzio che implode ascolto lontani i pensieri rincorrersi. Lenti mi afferrano e mi destano, scrollandomi le spalle, sussurrandomi all'orecchio.
Mentre mi assopisco mi chiamano per nome in un mormorio che echeggia rimbalzando.
Il brusio diventa urlo e non posso ignorarlo. Vorrei che bastasse richiudere gli occhi e far finta di nulla. Vorrei che bastasse nascondere la testa sotto il cuscino e, rannicchiata, abbracciarmi sotto le lenzuola.
Ma i pensieri insistono e mi azzannano. E crescono, cibandosi delle mie paure, si rafforzano nutrendosi dei miei dubbi, e diventano potenti sfamandosi dei miei timori, mentre subisco il loro incalzare ormai desta tra teli sudati, con la mente attanagliata in un furioso vortice.
E paiono eterne queste notti da cui emergo estenuata. Priva di fiato, senza più risorse, cinta da un groviglio di pensieri che l'alba più incantevole non riesce a dissipare.
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