Ho un urlo che lievita nel ventre:
Profondo,
Rabbioso,
Disperato.
Ho un urlo che mi fissa
furibondo,
in attesa,
sospeso.
Ho un urlo divorante,
smanioso di uscire.
Si sbraccia,
cerca la strada
e nella mente scava solchi che devo riempire
per non affogare nel mio stesso sangue
infettato,
da quella metà
che per anni mi ha consumato
il senno.