Mio fratello maggiore è un demone (cap 34)

scritto da nuvolechiare
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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L'ultimo respiro, prima della battaglia finale
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Testo: Mio fratello maggiore è un demone (cap 34)
di nuvolechiare

Capitolo 34: Alla vigilia della battaglia!

Un giorno rosso, prima che sorga il Sole!

Cit. Theoden – Il signore degli anelli (Le due torri)

Scivolare nella mia vecchia divisa da Cacciatrice è un po' come indossare delle pantofole. Dovrei fare una bella statua a Barbara per essersi ricordata di portarmene una. Mi sento più a mio agio così: niente brillanti, niente cerimonie... Solo io e i miei abiti da battaglia.
Raggiungo gli altri e senza troppi preamboli ci mettiamo in viaggio. I miei vecchi compagni dell'Organizzazione mi attorniano e ovviamente vogliono sapere vita morte e miracoli di quanto accaduto quaggiù. Yori invece resta in disparte, come se volesse lasciarmi questo tempo solo per me. I suoi occhi fissi sulla mia schiena mi provocano una sensazione di calore costante, come se indossassi una potente armatura.
Dovrò stare attenta... Non voglio che rischi la vita per difendere me.
“Misa? Hey, Misa!”
“Eh? Sì, che c'è Barbara?”
“Quei tipi là dietro.... i Sette, insomma... non ti sembrano un po' strani?”
I tipi a cui allude sono i Sette Peccati Capitali, la guardia personale del Signore degli Inferi, e in questo momento stanno facendo un allegro baccano alle nostre spalle.
“Già! Anzi direi che strani è un delicato eufemismo. Ma non sono la cosa più assurda che ho visto da quando sono qui”
“Ragazzeeeee....! Di cosa andate discutendo? Di uomini, spero!”
Luxray, il peccato di Lussuria, si avvicina a noi in compagnia di Lazy, il bimbo che rappresenta la Pigrizia, rannicchiato beatamente sulle sue spalle.
“Seee, ti piacerebbe”, scherzo. “Parlavamo di personaggi assurdi, te compresa”
“Mi trovi così assurda?”
“A dir poco! Ma non c'è nulla di male in fondo. Vivere secondo i propri desideri è la sola cosa che conti davvero, dico bene?”
“Benone! Basta che non fai come questo gnomo qui”, sorride, indicando il piccoletto sulla sua schiena. “Altrimenti sprecherai la tua esistenza dormendo e senza mai vivere davvero”
“Hei, voialtri!”, strilla Anger, il Leone dell'Ira. “Volete smetterla di importunare quella fanciulla?”
“Ma capo, ci stavamo solo divertendo un po'! Che c'è di male?!”
“Il generale ha ragione!”, commenta Vanity, peccato di Superbia. “In fondo non stiamo andando a fare una scampagnata”
Lux la fissa perplessa. “Ah no?”
“Beh... una specie! Oh, insomma! Siamo pur sempre in missione per il Re! Se va bene potremmo uccidere un sacco di gente, quindi comportatevi da bravi bambini e avrete il vostro premio. Se per colpa della vostra goliardia perderò il divertimento giuro che vi ammazzo!”
“Fa sul serio fratelli”, interviene Bear, l'Orso della Gola. “Io farei silenzio. Venite a mangiare piuttosto. Ho portato degli ottimi bignè. Ne vuoi anche tu, Misa-chan?”
Ben tornata a casa, Misa-chan!
Oh... merda!
Basta quel sopranome a farmi tremare il cuore di nostalgia.
“Che succede? Non hai fame?”
Come se avesse sentito i miei pensieri, Yori mi affianca attirandomi a sé. “Stavi pensando a Sota, non è vero?”
“Io penso a lui in ogni momento, ma stavo anche pensando che forse c'è un modo per entrare nel Palazzo dell'Inverno e riprenderci quel piccoletto prima della battaglia finale”
“In effetti c'è!”, conferma Alexia. “Io posso aiutarti, se vuoi”
“Dici sul serio!? Ottimo! Allora mentre i soldati faranno da diversivo, noi...”
“Non se ne parla”, ci interrompe Yori. “Misa, hai dimenticato che quel bastardo non aspetta altro? Se ti imprigiona nel suo castello mentre tenti di liberare Sota è la fine”
“Ma non c'è altro modo per aiutarlo! Se resta nelle sue grinfie non vinceremo mai!”
“Misa ha ragione, Abras”, sostiene Anger. “Però è anche vero che la Fenice ci servirebbe sul campo di battaglia”
“Non temere, Misa”, interviene Gold, l'Avarizia. “Torak è fondamentalmente un vigliacco. Non farà mai del male al Principe Sota per paura di Lucifero”
“Può darsi”, ammetto. “Ma quel bimbo è rimasto prigioniero anche troppo e giocarsi la sua vita su una supposizione è....”
“Basta così”, ci ferma Abras. “Il piano d'azione è già deciso. Misa io non dubito della tua abilità. Anche io sono preoccupato per Sota, ma in questo momento la cosa più importante è la tua sicurezza. Torak non può e non deve mettere le mani su di te. Il miglior modo che ora hai per aiutare mio fratello è restare viva e al sicuro”
Può anche darsi, però...
“Non pensarci, tesoro”. Lux mi avvolge le spalle con un braccio. “Mi sa che siamo tutti un po' nervosi. Piuttosto... di che tessuto è questa tua uniforme? E' così mooooorbidaaaaaaaaaaaa!”
Volente o nolente, mi lascio distrarre dalle frivolezze del guerriero della Lussuria. Dopotutto, evitarlo è impossibile. Tuttavia qualcosa nella mia testa si è già messo in moto. Come disse una volta qualcuno in un film: so cosa devo fare, solo che ho paura di farlo.

***

Il tramonto nel deserto è qualcosa di indescrivibile. Il vento caldo e le diverse tonalità di rosso avvolgono tutto in una strana atmosfera sanguigna. Montiamo le tende e ci prepariamo per la notte. Domani all'alba ripartiremo in direzione del nemico, ma ora siamo tutti stanchi e provati. Tira un'aria fredda, stasera. Non appena scende la notte il vento di Torak inizia a soffiare dal nord. Mentre tutti discorrono attorno al fuoco, il mio demone osserva il cielo con espressione crucciata.
Lo raggiungo per portargli una tazza di tè caldo, ottenendo il risposta un sorriso lieve.
“Grazie”
“Ti pare”
“Lo senti questo vento? E' freddo e tetro, come un presagio di sventura”
“Già...”
A me non dà particolarmente fastidio, ma Yori ne sembra turbato. Istintivamente gli carezzo il viso. La sua pelle è fredda, così lo abbraccio da dietro e prego la mia armatura di calore di avvolgerlo. Lui se ne accorge e sorride, come se gli fosse stato acceso accanto un focolare.
“Opera tua?”, domanda.
Annuisco. “Il freddo non ha presa sul fuoco della Fenice. Posso estendere il mio scudo ad altre persone, ma ancora non mi riesce bene”
“In questo momento stai proteggendo me?”
“Esatto”
“Wow...”, ammette. “Strabiliante!”
“Vero, sono un camino ambulante”
Scoppia a ridere. “Ma smettila. Dai, andiamo a letto”
Nel tepore della sua voce sono celate mille promesse di altrettanti baci e altrettante carezze.
Mi si stringe il cuore.
Questa è la nostra notte.
Forse, la nostra ultima notte...
...

...
E' quasi l'alba.
I fuochi son spenti. Solo il vento s'aggira all'esterno cantando per le dune la sua ninnananna spettrale. Con il cuore in gola osservo il demone che mi dorme addosso, attaccato e nudo come un grosso feto. Gli do un bacio, contemplando quel viso che nell'abisso dei sogni perde ogni sicurezza, poi scivolo fuori dal letto. Mi muovo piano, per non svegliarlo. Dorme sempre con un occhio solo e se facessi il minimo rumore si sveglierebbe di sicuro. Indosso la mia uniforme ed esco, subito avvolta da un vento robusto. Non c'è nessuno, perciò ne approfitto per sedermi e raccogliere la concentrazione.
Oggi. Penso. Oggi è il giorno decisivo.
Comunque vada, fra qualche ora affronterò il mostro dei miei incubi.
Potrei arrendermi, mi dico. Consegnandomi a lui in cambio di Sota forse potrei negoziare la salvezza di tutti. Un solo pensiero mi trattiene: il cavaliere misterioso è in agguato. Finchè lui vive, Yori è in pericolo. E' lui il mio nemico numero uno al momento. Trovarlo sul campo e ucciderlo prima che diventi una minaccia ha la priorità su tutto. Non so se ne sarò capace, ma di sicuro Suzaku e Linda mi aiuteranno. Nel mio animo la voce della mia amica è un caldo focolare. Sento il potere avvolgermi e diffondersi intorno a me, modellandosi a mio piacimento.
Poi qualcosa mi distrae.
Rumore di passi.
In un istante mi trovo avvolta dal braccia forti e dal profumo familiare del mio demone.
“Yori...”, sorrido. “Ti sei svegliato”
Suda freddo. Come se si fosse appena destato da un incubo.
“Credevo... Temevo fossi scappata per andare da lui”
Lui... Torak del Nord.
Non mi sorprende che Abras abbia intuito le mie intenzioni.
“Devo ammettere che l'idea mi aveva sfiorata”
“Cosa ti ha trattenuta?”
“Tu. Voglio salvare Sota più di ogni cosa al mondo, ma dopo quello che ho visto nella mia premonizione non potevo lasciarti affrontare da solo il cavaliere misterioso”
Sospira di sollievo.
E' nudo, a parte un paio di braghe color della notte.
Sento ogni suo muscolo distendersi mentre mi attira a sé, quasi in un abbraccio ma non proprio.
“E tu...”, chiedo. “Perchè non hai tentato di fermarmi?”
“Perchè non me lo avresti mai perdonato”
Il primo raggio di sole tinge il cielo di sfumature rosse calde come il sangue.
Lentamente, il campo si sveglia.
I guerrieri escono ancora assonnati dalle loro tende. Fra i tanti distinguo Bear, il gigante peccato di Gola, portare in braccio quello scricciolo di Lazy ancora addormentato; Lux e Envy che si danno pacche cameratesche; i lupi di Hailin che corrono veloci nel mattino per sentire la propria pelliccia scompigliata dal vento.
C'è elettricità nell'aria. Tutti, me compresa, siamo pronti all'azione. Mentre aiuto a smontare le tende e salgo sul mio cavallo mi chiedo chi di loro rivedrò ancora domani.
Mio fratello maggiore è un demone (cap 34) testo di nuvolechiare
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