una fantasia fantasy

scritto da greacy2000
Scritto 10 anni fa • Pubblicato 10 anni fa • Revisionato 10 anni fa
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una fantasia fantasy
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Testo: una fantasia fantasy
di greacy2000

Carissimi lettori io sono una ragazzina di tredici anni apparentemente normale con la fissazione per la scrittura, perciò ho deciso di narrarvi la mia storia sovrannaturale.
Io sono una ragazzina come tante: vado a scuola, qualche tempo fa vivevo in una grande casa di campagna e in più aiuto mio padre nel negozio di dolciumi e mia madre con le faccende di casa una volta al mese. Ma c’è una cosa che non ho mai detto a nessuno all’infuori della mia famiglia, una cosa che mi succede fin da quando sono nata. Prima di tutto dovete sapere che la mia famiglia è perseguitata da una maledizione da ormai 3 secoli: il nostro sangue è mischiato con quello dei demoni. A contatto con l’acqua divento una sirena e di notte un vampiro, purtroppo ho scoperto che nelle notti di luna piena mi crescono le orecchie e la coda anche mantenendo i denti da vampira. Purtroppo non solo io sono stata colpita dalla maledizione ma anche la mia famiglia, nonostante questo ho deciso di scrivere la loro storia negli altri volumi. Se nessuno è contrario vorrei cominciare la mia storia da un giorno normalissimo: il lunedì. Sembra un giorno normale vero? Dopo il weekend il primo giorno della settimana a voi non sembra stressante? A me sì, molto, tutti i lunedì sono stanca, irritata e intrattabile. Per l’appunto chi mi conosce, non che io abbia molte amiche, il lunedì mi sta alla larga. Io ho solo due migliori (e uniche) amiche, vi potrà sembrare strano ma mi sono molto affezionata a loro (anche se non sanno del mio segreto) sono entrambe in classe con me dalle elementari e tutte e tre siamo ritenute strane, forse è per questo che siamo amiche, Maria ha i capelli corti ed è abituata fin da piccola a indossare abiti maschili inoltre viene spesso scambiata per un maschio, anche perché le piace giocare a calcio e a baseball. Giulia invece è l’esatto opposto, viene a scuola con lunghi vestiti con nastri e merletti e tutti dicono che è inglese anche se non è vero, purtroppo non ci crede nessuno perché tutti i giorni alle tre del pomeriggio che ci sia lezione o no è abituata a prendere il tè. Infine ci sono io Valentina che mi vesto abbastanza normalmente, tengo i capelli lunghi, mi piace arrampicarmi sugli alberi e custodisco al meglio il segreto che sappiamo noi, inoltre il lunedì sono particolarmente irritabile, come ho già detto prima. Inoltre credo che dovreste sapere che in famiglia abbiamo una tradizione: compiuti i 12 anni si va a vivere da soli fino ai 16 anni, infatti quei 4 anni di isolamento saranno un periodo di prova per la propria sopravvivenza e anche se per questo periodo ci si allena fin da piccoli all’inizio ero parecchio intimorita anche se ora sto bene. È da quasi due anni che vivo da sola e sono ancora viva quindi non c’è motivo di preoccupazione, anche se oggi è lunedì. Ora vivo in un piccolo palazzo in mezzo al bosco di cui io sono la padrona di casa, ovvio le spese le pagano i mie genitori ma per ora procede tutto alla grande! Dopo la scuola aiuto mio padre nel suo negozio e una volta al mese torno a casa per aiutare mia mamma con le faccende domestiche (tranne se è lunedì ovvio). A proposito odio così tanto il lunedì perché c’è stata la mia prima luna piena!
Oggi è lunedì e mi obbligo ad alzarmi, come sempre, alle sei per pulire la casa e prepararmi la colazione: uova strapazzate e una tazza di caffelatte per svegliarmi. Prima inoltre non vi ho detto che sul retro del palazzo si trova una piccola fattoria in cui tengo le galline, i conigli, le tortore e i gattini abbandonati che trovavo in città. Nel palazzo inizialmente ci stava un sacco di gente ma da quando è diventato di mia proprietà, per l’aumento degli animali e i rumori notturni (purtroppo da me provocati) nel palazzo vivo solo io. Comunque, stavo dicendo, che uscii di casa correndo tutta arrabbiata per riuscire ad arrivare a scuola in orario quando mi accorsi di avere dimenticato il pranzo a casa, così dovetti tornare indietro. Fu allora che incontrai per la prima volta Fred, era in piedi davanti a casa mia per chissà quale motivo e osservava il tabellone condominiale.
- chi sei e cosa fai qui?-
gli chiesi stupita, perché da quelle parti non passava mai nessuno, e lui mi rispose
-sto cercando un appartamento non troppo caro dove possa studiare per gli esami, ma non trovo il proprietario-
io ero davvero stupita, perché non pensavo che qualcuno volesse ancora un appartamento in quel luogo ma, visto che ero a corto di soldi dissi
-mi dispiace solitamente a quest’ora sarei già a scuola, ma se proprio insisti ti farò subito un contratto, dato che il palazzo è mio. Il più piccolo costa € 500 spese escluse al mese, mi spiace ma non ho molto tempo, sono in ritardo!-
e mi girai per andarmene mentre lui sembrava veramente stupito di sapere che il palazzo era di mia proprietà quando lui fece una cosa che proprio non mi aspettavo, mi prese per mano e mi propose di andare a scuola insieme, visto che era la stessa. Quando arrivammo desiderai di non averlo mai incontrato perché tutte le ragazze in cortile ci furono addosso e quasi non riuscivo a respirare infatti, scoprii più tardi, che Fred era il ragazzo più popolare della scuola. Menomale che erano presenti anche Maria e Giulia che mi trascinarono a forza fuori da quella massa indistinta di ragazze, anche se rimasero un po’ con il broncio sostenendo che io conoscevo Fred e non gliel’avevo detto. Purtroppo per me lui quel giorno cercò continuamente di avvicinarmi per firmare il contratto e così ero sempre assillata da quelle ragazze perdutamente innamorate di lui. Solo nel mio appartamento trovai un po’ di calma, almeno lo pensavo, quand’ecco che suonò il campanello e scoprii che Fred non si è ancora arreso con la storia del contratto, così cedetti e da quel momento la mia vita divenne un inferno. La mattina dopo, svegliandomi, sperai che fosse stato solo un sogno, ma quando andai in pianerottolo vidi un grosso camion dei traslochi pieno di scatoloni.
-buongiorno, ti sei svegliata presto, potresti mostrarmi il mio appartamento?-
era Fred che sperava di farmi una sorpresa facendosi trovare con tutta la sua roba davanti a casa mia sperando che non ci avessi ripensato. A quel punto ovviamente non potevo tirarmi indietro, così lo aiutai a portare gli scatoloni in camera sua (la più lontana possibile dalla mia) e gli offrii una sostanziosa colazione, a quel punto gli proposi di non andare a scuola insieme in modo da non attirare scalpore. Lui accettò così ci accordammo che lui, dopo aver fatto colazione, sarebbe andato a scuola; mentre io sarei rimasta per dare da mangiare agli animali e poi sarei arrivata a scuola in ritardo come al solito. Il giorno dopo filò tutto lisco, e anche nei giorni seguenti, tuttavia lui cominciava a sospettare qualcosa e anche a lamentarsi dei rumori notturni. Ovviamente ero io che, come ogni notte, facevo la mia passeggiata, dissetandomi grazie ai conigli. Tuttavia anche se cercavo di non fare rumore, la mia passeggiata sul tetto era tutt’altro che silenziosa. succedeva poi che qualche tegola si staccasse e cadesse di sotto, era una fortuna se non cadevo insieme a loro, così la mattina dopo mi ritrovavo nella situazione che più temevo, sorbirsi le lamentele di Fred. Anche se non lo faceva per cattiveria mi agitava sempre sapere che poteva sentire tutto, così trovavo la scusa che i gufi si appoggiavano sul tetto e davano la caccia ai topi, facendo cadere le tegole. In più mi ritrovavo ad arrivare ancora più in ritardo a scuola, dovendo aggiustare le tegole rotte. Io continuo a chiedermi come tutto questo possa essere successo proprio a me, magari voi penserete che solo una sciocca penserebbe che è una sfortuna vivere assieme al più popolare della scuola, ma per me era solo una scocciatura. “Oggi finalmente è domenica e posso dormire quanto mi pare!” o almeno così pensavo, quando risuonò in tutto il palazzo l’urlo di Fred, senza pensarci un attimo mi precipitai nel suo appartamento con solo il pigiama e le pantofole addosso e rimasi a contemplare lo spettacolo che mi si presentava. Fred era accerchiato dai miei dolcissimi gattini che, avendo trovato la porta della mia camera chiusa, erano andati a reclamare il cibo, appena mi videro mi saltarono addosso e cominciarono a leccarmi con le loro linguette ruvide facendomi capire che avevano veramente molta fame! Fred mi guardava stupito dal suo letto, così dovetti spiegargli la situazione:
-scusa, ma la domenica chiudo la porta di camera mia per impedirgli di svegliarmi, hai paura dei gatti Fred?-
-no, ma mi hanno spaventato, non ti libererai tanto facilmente di me! Ho sentito molte voci su questo posto, tutti gli inquilini se ne sono andati, ci sono dei misteriosi rumori notturni e alcuni dicono di aver visto un vampiro o un licantropo-
Io cominciai a sudare freddo e sentii le ginocchia che mi cedevano sotto il peso di quella rivelazione, poi lui scoppiò a ridere ed esclamò:
-era uno scherzo! Non ci avrai mica creduto? Oh! Ma tu stai tremando! Ti senti bene? Non avrai la febbre?-
Disse con voce preoccupata, “menomale che è uno scemo che non capisce niente!” dopo essere uscita da camera sua, ancora traballante, ho dato da mangiare agli animali e sono tornata in camera mia per vestirmi; dopodiché ho preparato la colazione per entrambi e mi preparavo ad uscire per andare ad aiutare mia madre a spolverare casa, quando Fred mi fermò e con una faccia imbarazzata mi chiese:
-scusa, posso chiederti un favore? Io non riesco a stare senza il mio Cucciolo… È un labrador color cioccolato di 3 anni, me l’hanno regalato i miei quando aveva solo 1 mese, potrebbe vivere qui con me?-
-sì, non c’è problema, vuoi tenerlo in una cuccia in giardino o lo tieni in camera?-
-preferirei tenerlo in giardino perché è un combina guai, ma quando piove posso tenerlo dentro?-
-ma sì, certo! Ci mancherebbe che quel povero cagnolino stia fuori a bagnarsi tutto!-
Risposi molto allegramente perché, come voi sapete, io adoro gli animali!
-allora mentre tu sei fuori vado a prenderlo e magari lo porto a fare una passeggiatina al parco qui vicino!-
Disse tutto contento, evidentemente si era proprio affezionato a quel cane, pensai guardando la sua espressione allegra un minuto prima di uscire di casa
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