Sette fatti, a proposito dei gatti
(Seven Facts, about Cats)
Se decideste di guardarvi un po’ in giro, potreste trovare centinaia, migliaia, se non addirittura centinaia di migliaia di elenchi apparentemente simili a questo. Ma non fatevi ingannare, perché questa lista è completamente diversa da tutte quelle che potreste mai trovare in internet, all'interno di riviste o da qualunque altra parte. Perché questo elenco, signori e signore, l’ha scritto un gatto. Beh, più o meno, è un po’ complicato da spiegare, per ora limitatevi a leggere:
1.
Se un gatto nero vi attraversa vi attraversa la strada, significa che sta andando da qualche parte. Potreste credere che sia solo una battuta scema, ma è una frase che ha detto Marx, che era una persona serissima e un filosofo, un genio il cui pensiero ha influenzato le vite di milioni di persone. Ovviamente mi riferisco al comico, non al comunista.
2.
Un gatto randagio non può essere addomesticato, mai. Perché su di loro la logica tradizionale non attacca e cercare di istruirli come un gatto qualsiasi è un po’ come tentare di afferrare un’anguilla a mani nude; o un serpente velenoso. Tuttavia, esattamente come i serpenti, i randagi possono essere incantati. Ma se volete imparare a farlo, dovete prima imparare a danzare come un gatto selvatico, dovete imparare la metrica segreta degli sguardi, la logica felina che si cela nelle pause, nei silenzi, nell'attesa che separa un salto da una giravolta. E ovviamente nel mentre dovrete schivare qualche graffio, evitare le morsicature. Sembra una cosa difficilissima detta così, ma si impara alla svelta, basta tentare e ritentare, con impegno e determinazione, dopo un po’ diventa facile, persino divertente. E poi, tenetelo bene a mente: i randagi quasi sempre nascondono dei segreti, dei tesori rarissimi… e non è infrequente che decidano di regalarvi qualcosa, se riuscite a convincerli che siete dei gatti pure voi.
3.
Gli umani hanno spesso il brutto vizio di cercare di interpretare i comportamenti dei gatti, spiegando che, se il gatto ti ha graffiato senza un motivo apparente, significa che…bla bla bla. Tutte balle, storielle che gli umani si inventano per riuscire a giustificare qualcosa che trascende la loro comprensione, un po’ come fanno alcune religioni, a volte. Ma non voglio negare che vi siano delle motivazioni all'origine delle azioni dei gatti, anzi: talvolta dietro a certi loro comportamenti si celano delle ragioni talmente complesse e così incredibilmente articolate da sembrare l’elucubrazione di una mente superiore, la macchinazione di un’entità divina. Ma la verità è molto più semplice: i gatti non hanno la più pallida idea del perché facciano quel che fanno, in realtà si limitano a farlo e basta; esattamente come fanno spesso gli alchimisti, i maghi e i presidenti.
4.
Per quanto riguarda quella storia delle soglie… anche in questo caso siamo di fronte all'ennesimo errore d’interpretazione: non è affatto vero che i gatti esitano davanti alle porte perché non sanno se vogliono andare fuori o restare in casa. Perché vedete, in realtà questo particolare comportamento non dipende minimamente dalla loro volontà. Secondo gli esperti infatti, si tratterebbe di un glitch, niente di più che un riflesso involontario generato da un errore di programmazione nel codice sorgente del multiverso. Probabilmente una cosa da nulla, un punto e virgola dimenticato o una perentesi chiusa nel posto sbagliato che ha dato origine ad un loop imprevisto, un ciclo ricorsivo che si ripete senza sosta, all'infinito. O almeno così mi è stato detto. Tuttavia… temo proprio che sia una questione irrisolvibile, perché i gatti del settore informatico ci stanno lavorando da anni, ma sembra proprio che non riescano a rimediare al problema. Anzi, a dirla tutta il fatto che continuino ad addormentarsi sulle tastiere, schiacciando dei tasti a caso ogni volta che si rigirano nel sonno, probabilmente non aiuta per niente. Ma magari mi sbaglio, in fondo non è il mio lavoro, io di computer e di codice sorgente non ne ho mai capito nulla. Tant'è vero che a volte… se ripenso a quell'errore, a quel loop infinito che si ripete a ciclo continuo, causando una serie infinita di danni collaterali, ripropagando sé stesso come una spirale che evolve verso l’alto… ecco, di certo sarà una stupidaggine, ma io me lo immagino esattamente così, il codice sorgente.
5.
Mi capita spesso di constatare, perfino tra i gatti stessi, una certa confusione riguardo al numero di vite di cui ogni gatto dispone: c’è chi dice siano sette, altri sostengono che siano nove. Per fare un po’ di chiarezza, mi sono recata presso il Los Catos Institute di Lexington (California) e ho chiesto spiegazioni a quei vecchissimi gatti spelacchiati che lavorano al settore MATH (Metaphysical and Alchemical Theories and Hypothesis). Speravo che grazie a questa visita sarei stata in grado di spiegarvi meglio la faccenda, ma le risposte che ho ricevuto sono state un tantino ermetiche (e forse dovevo aspettarmelo, dopotutto). Comunque, riassumendo il tutto in termini spicci: qualcuno mi ha detto che la storia delle sette vite è tutta una balla, che è solo un riferimento biblico, un hommage simbolico alla storia della Creazione. Un altro mi ha spiegato qualcosa di analogo a proposito del numero nove, ma parlando dell’albero della vita e della Kabbalah. Alla fine, il più vecchio di tutti (e forse anche il più rincoglionito) mi ha avvicinato e mi ha detto: «la verità spesso sta nel mezzo, ragazza mia. Ma per vederla bisogna fare come i gatti e inclinare la testa di traverso, così da riuscire a vedere le cose da un’altra prospettiva.» Insomma, mi spiace ma non so proprio più che pensare, magari tutte quelle storie sulle vite extra sono solo un mucchio di cazzate.
6.
I gatti fanno davvero quella cosa: a volte, mentre vi guardano, inclinano la testa di traverso, come se fossero indecisi, come se non sapessero bene come prendervi o da che parte guardarvi per attribuire alla vostra immagine un significato compiuto. Gli umani in genere tendono a giustificare questo fenomeno con una spiegazione banale, qualcosa a che fare con un limite ottico imposto dalla biologia felina. Eppure… se ci pensate bene, sono certa che alla fine arriverete alle stesse conclusioni a cui sono giunta io una mattina di tanto tempo fa, quando mi sono svegliata nel mio letto con la testa sanguinante e una foto di mio zio nella tasca dei jeans. Era una foto molto vecchia e ritraeva appunto quella vecchia volpe di mio zio insieme ad un gatto rosso che portava il suo stesso nome; ed entrambi sembravano ridersela sotto i baffi (lo giuro, mio zio aveva proprio i baffi). Ma quell'immagine non aveva senso, perché al tempo dello scatto (indicato su di un bordo della foto) quel gatto non era ancora nato, mentre mio zio era già morto da un pezzo. Così ho inclinato la testa per rileggere bene la data, credendo di essermi sbagliata… e a quel punto qualcosa è cambiato: un microscopico dettaglio nella configurazione del mio edema cerebrale in corso è mutato facendo dissolvere quella foto nel nulla. Una circostanza, che mi ha portata inevitabilmente a trarre la seguente conclusione: ci deve essere qualcosa di più, qualcosa di molto strano, dietro a quel singolare comportamento dei gatti. Perché se gli enormi limiti biologici del mio cervello fracassato possono far apparire e svanire sotto i miei occhi perfettamente funzionanti una foto impossibile… chissà che cosa può accadere, se un gatto con un minuscolo limite ottico e un cervello perfettamente funzionante decide di inclinare la testa di traverso. Ovviamente sto scherzando, nulla di tutto ciò è vero: si tratta solo di una storiella inventata, un’assurdità piena di errori con evidenti lacune di logica. Eppure… qualcosa mi dice che qualcuno di voi avrà inclinato leggermente la testa, domandandosi: «Ma che cazzo sto leggendo?» Un po’ come fanno i gatti, a volte, quando vi guardano. Eh già.
7.
I gatti ottengono sempre quello che vogliono, perché sono le tra creature più testarde e intelligenti di tutto il multiverso, anche se spesso non si dimostrano le più furbe. E forse è proprio questa combinazione mal bilanciata di qualità, che spesso li porta a sbagliare, a sottovalutare i rischi e le conseguenze delle loro azioni. Un po’ come quando per spiegarvi qualcosa decidono di buttare giù dal tavolo un bicchiere di vino rosso, che cadendo a terra vi macchia il tappeto nuovo. Oppure che cadendo si riversa proprio su di una presa elettrica e causa un cortocircuito che frigge il computer che vi era collegato, magari facendovi perdere tutti i dati relativi a quella tesi di laurea a cui stavate lavorando da mesi. Whoops. Ma i gatti non sono cattivi, a differenza di chi ha messo in giro tutte quelle storie che associano i gatti a demoni feroci e streghe malvagie. Quelle sono solo balle, menzogne che ha inventato qualcuno di recente, che so, magari un qualche umano vendicativo, uno che era arrabbiato con un gatto che forse si era scordato di restituirgli dei soldi. Vorrei dirvi di verificare voi stessi, di andare a rileggere testi sacri più antichi, ma…per qualche strano motivo, i gatti hanno insabbiato quasi tutti i riferimenti che li riguardavano. Chissà poi perché, chissà cosa gli avrà portati a pensare che potesse essere una mossa intelligente, razza di fessacchiotti. Ma del resto è una loro abitudine ricorrente, quella di insabbiare le cose.
8.
Magari qualcuno se ne è già accorto, ma questo elenco è più lungo di quanto avrebbe dovuto essere. È un errore? Sì e no, entrambe le cose e nessuna delle due, difficile stabilirlo con certezza. Perciò, piuttosto che spaccarvi la testa per costruire l’immagine mentale di un nastro di Moebius in movimento, considerate quest’ultimo punto come un esempio simbolico più che un fatto vero e proprio. Sì insomma, una specie di hommage, una menzione speciale, un piccolo tributo all'abilità più singolare dei gatti, la loro caratteristica più importante, il loro vero superpotere. Perché come vi ho già spiegato tutti i gatti (ma proprio tutti, dall'educatissimo domestico, al selvatico randagio, fino ai loro parenti più lontani e più strani) sono molto intelligenti ma poco furbi. Ripeto questa cosa perché potrebbe sembrare la spiegazione più ovvia a quanto sto per dirvi, ma non è così. Mi spiego meglio: i gatti hanno un cervello sufficientemente sviluppato e tutte le capacità cognitive per imparare una notevole quantità di nozioni e per apprendere dai propri errori, così da potersi adattare al meglio al loro ambiente naturale o ad un qualsiasi sistema strutturato costituito da gerarchie e regole di comportamento. Ce la fanno benissimo, anche se sono un po’ tonti e a volte gli ci vuole un po’ di tempo. Eppure, a volte i gatti fanno una cosa strana: operano una scelta del tutto consapevole, una decisione del tutto indipendente e alquanto scioccante, un po’ come fanno a volte gli umani, quando decidono di mettere a segno un colpo di stato e di incoronare sé stessi imperatori dell’universo. Insomma: a volte i gatti decidono che il sistema su di loro non ha alcuna autorità e così pigliano a fare cose assurde e impossibili, in barba a tutte le regole.
C’è chi sostiene che questa cosa sia autentica magia, altri sostengono che sia solo un trucco. Io ovviamente non ne ho la più pallida idea, perché sono un gatto, che volete che ne sappia io.
Sette fatti, a proposito dei gatti testo di C.A.T.