Contenuti per adulti
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Stava osservando le stelle attraverso il tetto in vetro della sua Yaris cross; Brigitta.
Ogni auto che aveva posseduto era stata battezzata. La prima, una vecchia Golf color amaranto era Gilda, poi Lou la Polo blu metallizzato, e la penultima Dalia la Audi A2. Nera, ovviamente.
Lo schienale, lato guida, completamente reclinato consentiva un’ampia visione del cielo stellato. Era ipnotica e immersiva. Come le fiamme o le onde del mare.
Rilassava.
Consentiva ai pensieri di riprendere il loro percorso. Di riavvolgersi e connettersi al sentire.
La camicia si alzava e si abbassava sul ventre con ritmo sempre più lento. Respirava adagio.
Aveva parcheggiato l’auto sulle prime colline, in modo che le luci della città non disturbassero quel momento.
Con lo sguardo iniziò a congiungere i puntini luminosi incastonati nel nero. Sembrava ruotassero.
L’immagine di lei gli comparve. Sorridente. Con lo sguardo intrigante ed impertinente di chi vuole giocare. Solo giocare.
L'amava. La ama solo.
Dalla radio le parole di Frida: “I know there’s something going on…I can see that it won’t be long”.
Dagli occhi le lacrime del cambiamento scesero nell’incavo del collo.
Sapeva che ci sarebbe voluto molto tempo, prima che se ne andasse.
Frida mentiva. Le lacrime no.
“I know a good thing must come to an end”.