È mattina, ho imparato ormai a riconoscere l’orario in cui mi sveglio, in base ai suoni circostanti.
Mi sveglio con il suono della retromarcia del camion porta rifiuti?
allora è molto presto e non è mai martedì, sono più o meno le 7.00 e di solito torno nel dormiveglia per i seguenti venti minuti.
Mi sveglio con un acuto abbaio del cane chiamato ogni mattina in maniera diversa dai vicini ultra ottantenni? allora è tardi, mancheranno pochi minuti alle 8.00 e sono decisamente in ritardo.
Tutto l’intervallo di tempo che intercorre tra questi due suoni è un buon momento dal punto di vista orario-lavoro e di solito coincide con la sveglia dei miei vicini di camera da letto, una coppia che ama decisamente parlare prima di addormentarsi, il che, ho sempre pensato, implica che hanno entrambi un amante, ma forse mi sbaglio. Oggi, come spesso accade, ci ha pensato il vicino e i suoi amici Queen, la loro voglia di scuotere cantando rimane comunque sempre piacevole.
Questa mattina però mi sveglio strano, agitato, non dev’essere stata una notte semplice e la conferma mi viene data da come il piumone sia finito completamente per terra, non cerco un motivo, perché da quando ho aperto gli occhi ho un unico pensiero, quello di andarmi a rileggere sul telefono quella lettera, ho bisogno di un dettaglio che mi riporti a quel ragazzo, ho bisogno di vedere e farmi raccontare Amore Incondizionato, per farmi tornare in mente Amore Incondizionato nella mia vita, dove e quando, se non è mai esistito, se l’ho perduto o trovato, se mi sono perduto e dove ritroverò me stesso.
Mentre ci penso mi rendo conto di quanto poco senso abbia il discorso che è appena entrato nella mia testa, ma questo non mi fa essere meno convinto, apro la galleria, ecco la lettera, vediamo se ci aiuta.
Rileggo, ma mentre arrivo alla fine mi rendo conto che ci sono davvero poche cose che possono ricondurmi all’autore, gli unici fattori rilevanti sono tutti fattori esterni, una data, 22 dicembre e il luogo, un Aeroporto.
Il dettaglio in più che posso avere è nella mia memoria e sono gli arrivi precedenti a quel momento, Amsterdam, Dublino e Catania, ma anche ammesso che sia significativo per la mia ricerca, dovrei accedere in qualche modo alla lista passeggeri e, qualora fosse fattibile, potrebbe comunque non portarmi da nessuna parte, troppe incognite, troppe condizioni, realizzo che devo trovare un'altra strada, non mi perdo d’animo, nel tempo ho capito che in ogni situazione, ad ogni problema esiste un’alternativa, la troverò.
È scesa la sera, le idee durante il giorno si sono accumulate, ma una mi è sembrata la più interessante di tutte, partendo dall’idea che è impossibile ritrovare una persona senza il minimo riferimento, ho solo una possibilità, fare in modo che lei trovi me.
Libero la mente, ormai è tardi, ci penseremo, devo prepararmi, questa sera vedrò Carolina, bionda, alta, magra, troppo magra, una donna brillante che sa sempre metterti a tuo agio, che sa sempre quando c’è bisogno di dire qualcosa e quando no, che ha preso le sue scelte sempre in maniera consapevole e ha raggiunto tutti i risultati professionali che si era imposta.
Tutto questo se pur opposto a quello che ho fatto io nella mia vita, mi ha sempre colpito in maniera positiva, ma la verità è sempre venuta a galla alla fine delle nostre serate, non ho mai trovato in me l’idea che un giorno l’avrei amata, e quindi so già come finirà anche oggi, uscirò da casa sua fra due ore, dopo essere stato a letto con lei il tempo necessario solo a soddisfare i miei istinti, dopo tante parole e bei discorsi, dopo tanta delusione vista sul suo volto vedendomi scappare appena finito di far l’amore come sempre, di volta in volta aggiungendo sempre prima anche quell’espressione di paura e triste consapevolezza, sapendo che mi vedrà smanioso di uscire da casa sua, una volta finito tutto.
Testa bassa, su quel marciapiede che ti porta all’unico parcheggio possibile sotto casa sua, distante cinquecento metri, sembra fatto apposta per farti riflettere a darti consapevolezza di aver di nuovo fatto la cosa sbagliata, anche un po’ sporco, facendoti ripromettere che la chiuderai qua, ma qui forse non la chiuderai, che la felicità non dura tre secondi, non ha fatto nulla di male per farsi deludere da te e soprattutto non ha fatto nulla di male per stare male per te.
Finisce sempre così, ma ora, due ora prima di tutto questo, mentre chiudo l’ultimo bottone della camicia, e metto i soliti due spruzzi di profumo, ho solo voglia di soddisfarmi e lo farò.
L'amore appeso. Cap. 3 testo di comeungentlemen