Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Risuona inimitabile e armoniosa
voce ch’è melodia dentro i miei sogni,
cantare o sussurrar qualsiasi cosa,
l’ascolto e pare quasi mi vergogni
d’aver l’orecchio semplice, profano,
che non sa misurar quant’è soave
il timbro con cui parla, venusiano¹
qualsiasi siano sue usate ottave.
Non solo dentro i sogni, ma i ricordi
dei radi incontri sempre emozionanti,
momenti di cui i sensi miei ingordi
restavano bbabbati² tutti quanti.
Non è soltanto il suono della voce
o la corretta scelta di parole
con un linguaggio bello che non nuoce,
indice di profitto nelle scuole:
son dolci i movimenti della bocca
che fan venire voglia di baciare…
ma l’osculo soltanto in sogno scocca:
vorrei ma certo non lo posso dare!
Ma non solo la bocca e la sua voce
mi lasciano stecchito, stupefatto,
mettendo il vecchio cuore su una croce
portandomi a sognare come un matto…
No, c’è molto di più che mi cattura,
come ad esempio gli occhi scandaglianti,
frenetici, vivaci, da paura,
iridi verdi limpide e cangianti
che senza mai fermarsi ogni corazza
possono aprire e a fondo penetrare
con una convergenza³ che ti spiazza
che dicono anche Venere adornare;
saettano veloci alla conquista
dell’attenzione e dell’ammirazione,
vettori di bellezza giammai vista
che sembrano impegnati in prospezione
quasi a cavar dal cuore tuo segreti
e a volte t’imbarazzi perché temi
che legga i tanti «T’amo!» che ripeti
ma che se ci ragioni son blasfemi.
Distratto dalla luce che propaga
nonostante sia sempre interessante
quanto dice (con tono che t’appaga
ma ho già detto, che voce strabiliante!)
Che fatica restare concentrato
per non sembrare un ebete alla sosta
del discorso che avete intavolato
quando starà in attesa di risposta!
E tu invece l’ascolti ma vorresti
dentro gli occhi suoi subito tuffarti,
sussurrando dolcissimo diresti:
«Come potrei mai fare a non amarti?».
Ma poi in quale ti tuffi, in quello destro
o di fianco il gemello, nel sinistro?
Più di un attimo sogno e mi sbalestro
lucido qual di Lega gran ministro!
Resterei in eterno in paradiso
senza la riemersione al mondo esterno,
prigioniero per sempre nel suo viso,
ma poi senti le fiamme dell’inferno
nel momento in cui chiede «Che ne pensi?»
e non puoi certo dirle «Amore mio,
hai confuso del tutto questi sensi,
devo ancora riprendermi, riavvio…»
con il rosso che accende le tue guance…
ma tranquillo, son anni che nascondi!
Fissi in tavola due vistose arance,
torni al mondo reale in due secondi
ed ancora una volta in tempo hai fatto
a non far percepire che sei scemo,
che impossibile amore ti fa matto.
Un momento e poi ci saluteremo
e magari sarem lontani mesi;
tu con altri pensieri per la testa,
io coi sogni che restan sempre accesi
con te protagonista… e sogno resta!
¹: degno di Venere, dea della bellezza;
²: dialetto salentino, storditi, stupiti, sbalorditi (“bbabbu” = babbeo);
³: impercettibile e fascinosissimo (quando osservandola da vicino occhi negli occhi ne cogli l’intensa dolcezza) strabismo “di Venere”.
ioffa, 22/07/2026