Cartolina da una di quelle mattine...

scritto da Lav Atanasijin
Scritto 24 ore fa • Pubblicato 6 ore fa • Revisionato 6 ore fa
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Il titolo completo di questa miniatura sarebbe Cartolina da una di quelle mattine nel corso degli anni dell’attesa, tuttavia i criteri editoriali approvati non consentono di riportarlo integralmente.
- Nota dell'autore Lav Atanasijin

Testo: Cartolina da una di quelle mattine...
di Lav Atanasijin

Quelle mattine, e quella nebbia che ognor ti fa corteggio (quasi velari sparsi al di là del vetro, che sempre, per arcano incanto, esalano dolcezza)... sempre, in un qualche modo, terminano col rintracciare il lor sentiero verso il Cielo. E viepiù quando v’è anima viva in cucina, e qualcuno colà si muove, e da quel luogo — con tocchi di sottile maestria — emana un fragrante, tiepido aroma.

Poiché laggiù...

Sotto il sentiero dimenticato giace un’edicola col suo custode... e da tempo immemore non è più vivace sportello; e su quelle sedie sparse ovunque, in ogni dove... s’adombrano sigarette, e oggi, un telefono mobile ormai incrinato dagli anni e, accanto ad esso, minuti arnesi.

Qui, e più oltre... su un semplice cavo già s’asciuga una profusione di vestimenti.

E un uomo, recando in grembo quell’unica, estrema dignità dell’anima, colui che porta con sovrano decoro una penna da lungo tempo raggelata, stringe il pane nella mano.

Una rimessa sorge proprio lì, quasi sempre spalancata, a custodire un’infinità di cose gualcite; l’altra, invece, par destinata a non aprirsi mai, e su di essa vegeta il muschio perpetuo e quella pacifica, per lo più già sbiadita, bruna corrosione dell’antico rame...

Tal guisa d’un limbo. Un tempo, qui sorgeva una superba stazione ferroviaria.

Sì, quando avranno fine i molti e poi molti superflui, convulsi, e quasi sempre alieni patti, d’improvviso passeranno i treni per di là: nella nebbia, nella fretta, nella spuma quasi attraverso l’estremo sospiro; e l’ultime riserve dei minuti, nel riposo quando il riposo non ha da posare, cercheranno il cammino (come un balsamo)... e torneranno a varcare quella soglia. — Si udì dall’alto, da una di quelle finestre sempre e soltanto squarciate da un colpo improvviso.

Cartolina da una di quelle mattine... testo di Lav Atanasijin
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