Forse il vivere è uno stato di grazia da cui ci si desta solo per morire e non è l'impresa della nascita, la gioia o la tristezza della gioventù, neanche la saggia conclusione della vecchiaia quella che noi chiamiamo Vita, piuttosto la certezza di percorrere una strada il cui fondale muta, come mutano le nuvole di pioggia.
Arreca affanno perdere il bagaglio degli affetti, che credevamo ben riposti. E' la volata delle braccia a ricordarci la mancanza del corpo da abbracciare.
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