Mercoledì mattina

scritto da Ginger
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Autore del testo Ginger

Testo: Mercoledì mattina
di Ginger

Oggi il treno è in ritardo di quasi mezz’ora. Era da un po' che non succedeva. Noto che i soliti pendolari appaiono piuttosto rassegnati, pochi mostrano segni di insofferenza simili a quelli che provo io. Gli studenti invece sembrano contenti di arrivare in ritardo a scuola ed evitare le interrogazioni della prima ora.
All’arrivo del treno scelgo uno scompartimento nel quale converge un gruppo di studenti; mi mette allegria e mi evita di ascoltare i soliti discorsi dei pendolari, soprattutto di quelli che sono vicini alla pensione e non discutono d’altro. Davanti a me si siede una ragazza che immediatamente accende il suo PC Apple e il suo cellulare per iniziare una call. E’ molto elegante nel suo maglioncino di cachemire, è ben truccata ma non in modo vistoso con i capelli freschi di parrucchiere e le unghie molto curate. Non si preoccupa dei vicini, li ignora e questo mi rende più facile osservarla e ascoltare.
L’argomento all’ordine del giorno è l’aggiornamento settimanale su un progetto che riguarda la creazione di un database relativo a dei prodotti, una specie di magazzino unico per fornire i clienti in tutto il mondo. Mi sembra di capire che questi prodotti siano fabbricati in più stabilimenti e che il ruolo di questa ragazza sia di coordinare il progetto. E’ molto giovane ma si dimostra decisa, anche troppo, forse per nascondere la sua inesperienza o per eccessiva considerazione delle sue capacità. Mi incuriosisce capirlo per cui ascolto con interesse l’evolversi della riunione.
Esordisce subito dicendo che la riunione deve esaurirsi in 20 minuti e che i vari partecipanti devono aggiornare lo stato delle azioni avendo a disposizione 3 minuti ciascuno. Mi viene da pensare che il progetto sia avviato in maniera perfetta e che non siano necessarie discussioni o approfondimenti. La ragazza ha gli auricolari quindi posso ascoltare solo ciò che dice lei. Il primo collega a essere chiamato in causa è un informatico al quale viene chiesto di relazionare sulle modifiche del software da utilizzare. Allo scadere dei tre minuti, la ragazza interviene troncando l’esposizione del collega, dicendo che avrebbe dovuto consultare con più rigore gli informatici in Asia e Stati Uniti e che avrebbe dovuto proporre una soluzione valida per tutti gli stabilimenti. Il povero informatico in collegamento sembra stia tentando di spiegare le difficoltà tecniche, ma viene fermato e gli viene chiesto di portare la soluzione migliore nella riunione della prossima settimana. Io parteggio per lui/lei all’altro capo del telefono perché mi sembra, anche se non ho potuto ascoltare le sue motivazioni, che la questione avrebbe richiesto un approfondimento e una discussione costruttiva.
La riunione procede sulla stessa falsariga con la ragazza concentrata sulle tempistiche senza curarsi di capire come le azioni sono state completate e se in maniera efficace.
Stanno per scadere i 20 minuti e l’ultimo intervento mi sembra che coinvolga aspetti prettamente tecnici quali le caratteristiche dei prodotti che sembrano variare in funzione dei siti produttivi. C’è quindi il rischio di combinare dei disastri nel fornire i prodotti secondo la richiesta dei diversi mercati nel mondo, soprattutto se nel database non sarà possibile distinguere in modo univoco e semplice le caratteristiche dei prodotti. Dal surriscaldamento della riunione temo che siano lontani dalla risoluzione di questo non trascurabile problema. La ragazza riprende un atteggiamento autoritario e incarica qualcuno al di là del filo di occuparsene. Invano il malcapitato/a cerca di esporre le difficoltà del problema. Viene piuttosto invitato, nell’ultimo minuto programmato per la call, a fare in fretta e a completare l’azione in 5 giorni.
La call termina con educati saluti e un invito a darsi da fare. Penso che la riunione sia stata un disastro e che il raggiungimento degli obiettivi sia una chimera lontana. La mia ipotesi è però smentita in quanto vengo distratta dai miei pensieri dalla telefonata che la ragazza fa probabilmente al suo superiore per aggiornarlo sull’avanzamento del progetto. E’ una telefonata sintetica in cui la ragazza in modo apparentemente efficiente, parlando molto velocemente comunica che il progetto sta avanzando in accordo con la “road map”, che sono state concordate altre azioni da completare entro una settimana e suggerisce di sostituire l’ultima persona che ha esposto i problemi in quanto incapace di lavorare sotto stress, troppo problematica e lenta.
Non capisco cosa dice il suo capo ma dall’aria sorridente della ragazza e dai suoi ringraziamenti arguisco che le abbia fatto i complimenti. Mancano 10 minuti all’arrivo del treno e la ragazza trova il tempo per un’altra chiamata, forse al fidanzato o a un’amica. Dice che il suo capo le ha confermato che a breve, al completamento delle azioni programmate per il progetto, sarà promossa e trasferita in sede. Aggiunge con allegria che saranno problemi del suo sostituto far poi funzionare il database.
E’ ora di prepararsi a scendere. Giusto il tempo per pensare che sono felice che la ragazza non sia mia figlia e di mandare un pensiero di vicinanza agli altri partecipanti al progetto. Ne avranno veramente bisogno.

Mercoledì mattina testo di Ginger
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