boati, bagliori distanti
sospinti dal vento nemico
avverso ci giungono tosto.
dei folgori i cozzi rombanti,
nel cupo fragore del tuono,
affilano chiare le lame.
un fulmine taglia l’oscuro,
tra nembi violacei oscillando,
che tumidi pendono grevi.
esala da terra pungente
l’aroma di fieno colcato
ed empie fumando le nari.
il vento riprende la voce,
le cime degli alberi frusta,
le scuote, le piega, le sfronda.
raggela la pelle percossa
dall’uzza severa dell’aria,
e il cuor palpitando s’accora.
sì ricca la pluvia ricade
frangendo sull’arido suolo,
e un pianto lo scroscio nasconde.
---
Questa poesia è stata composta interamente in novenari canonici.
Verso non molto coltivato nella tradizione italiana fino all’Ottocento, il novenario si è affermato in quel secolo nella forma caratterizzata dagli accenti fissi sulla 2ª, 5ª e 8ª sillaba. Come osserva Pietro G. Beltrami (La metrica italiana, 5ª ed., p. 192).
Ne deriva un ritmo regolare e facilmente riconoscibile, che può essere rappresentato schematicamente così:
da Dà da da Dà da da Dà da
Spesso il novenario viene accostato al decasillabo, ma i due versi presentano una diversa struttura ritmica.
Il decasillabo canonico ha infatti gli accenti principali sulle sedi 3, 6 e 9:
da da Dà da da Dà da da Dà da.
Il ritmo del novenario è riconoscibile anche nell'apertura dei Promessi sposi: "Quel ramo del lago di Como..."
Carducci ne fa largo uso, fra l’altro, in Jaufré Rudel:
"Dal Lìbano trèma e rossèggia
su ’l màre la frésca mattìna:
da Cìpri avanzàndo velléggia
la nàve crociàta latìna."
Il ritmo particolare del novenario lo rende immediatamente riconoscibile rispetto all’endecasillabo canonico. Quest’ultimo presenta infatti una distribuzione degli accenti molto più varia, avendo solo due accenti fissi in 4 e 10, oppure 6 e 10, su undici sillabe metriche, risultando pertanto assai più flessibile.
Nel novenario adottato in questo componimento, l’assenza di accenti secondari marcati serve a mantenere la massima regolarità ritmica e una fluida continuità acustica, coerente con il carattere insistente e progressivo della tempesta.
La Tempesta testo di Oldman61