C'era un caldo cane quel giorno davanti alla porta del paradiso.
Che,a onor del vero,non è come nelle canzoni rock tutta d'oro e di platino con gli angioletti sopra.E non c'è neanche una scala che ci arrivi.
E' un cancelletto dipinto di bianco con le rose intorno.Una cosa da campagna inglese,non so se rendo.
Non c'era nessuno intorno e io cominciavo a scoppiare.
Mi sono tolta il gilet e le scarpe tanto per stare più comoda.
Belle quelle scarpe.Me le ricordo come se fosse ieri, le mie prime brothel creeper.Tacco 10 praticamente a spillo,nere con le borchie sopra.Poi man mano le borchie sono venute via e ci ho cambiato i lacci ma l'amore è rimasto quello di un tempo.Anche se adesso vedevo ben poco delle mie scarpe. Erano più che altro una chiazza trasparente e modellata sul selciato.Che peccato. Me l'ero portate fin qui per ammirarle per l'eternità e invece nulla.E va bè.
Due gauloises e ancora nessuno nei paraggi.
Che palle,io scavalco.
comincio ad arrampicarmi sul cancello quando sento un
-Ehi!
provenire da quel che sembrava molto lontano.
Mi giro ed eccotelo lì a tre passi.
Alto,secco come un chiodino con i capelli scarruffati e i ray-ban ispirazione 50's che mi fissa come se fossi un fenomeno da baraccone.
-Che hai?
-Non bussi?
-Cosa?
-La porta.
-Ah.No.
-Chi sei?
-Mi chiamavano Lalegun Rose, e anche tu puoi chiamarmi così.
Ovvio che non sa chi sono.Sembra un americano uscito dirtto dritto dagli anni 60.
Non può sapere che quasi cinquant'anni dopo di lui è arrivata una tipa diventata famosa senza fare nulla chiamata Lalegun Rose
-Hai un nome strano dolcezza.
Dolcezza?
Si, è decisamente uscito dagli anni 60. Vorrei chiedergli da quant'è che aspetta nei dintorni che gli aprano.
Vorrei chiedergli se prima di arrivare s'è fatto un giretto nel purgatorio e nell'inferno con Dante e Virgilio.
Un americano che si rispetti non conosce nè Dante nè Virgilio. E comunque non capirebbe la battuta. Quindi inutile sprecare tempo e fiato.
-E tu come ti chiami?
-Robert Allen.Ma puoi chiamarmi Bob.
-Bob.
-Hai una sigaretta?
-Ho solo le gauloises, sai no quelle francesi che fanno schifo a tutti?
-A me non dispiacciono.
-Serviti pure.
Parlava un inglese chiaro ma strascicato, come la vita l'avesse fiaccato a tal punto da togliergli l'energia nella voce.
Ci fumammo una sigaretta nel silenzio più totale di...di quelli che non hanno proprio niente da dirsi.
-Tu com'è che sei qui?
-Suicidio
-Mi dispiace.
-Fa nulla.Tu?
-E' una lunga storia.
-Mi piacerebbe sentirla.
E non mentivo. Quel tipo aveva l'aria di uno che le storie le racconta bene.
-Magari dopo.
-D'accordo.
Si alza e si piazza davanti al cancello bianco e si mette a ridere.
-Ma che hai?
E lui risponde canticchiando
-I feel i'm knock knock knocking on heaven's door...capiscimi, quando ho scritto questa canzone non immaginavo avrei dovuto farlo sul serio..
Bob.
-Tu di cognome fai Zimmerman?
-Si perché?
-Mi suoneresti Hurricane?
-Si.
Così ha preso una chitarra da nonsodove e ha suonato.
E dopo quella ne ho chiesta un'altra,un'altra e poi un'altra ancora.E' stato il concerto più bello della mia vita
Si sono lamentati del baccano quelli là dentro e ci è arrivata anche una diffida firmata da un certo Divus
Non capiscono un'acca di musica qua.
Hanno minacciato di tenerci lì fuori per anni.
-Ce la caveremo benissimo.
-Dove andremo?
-So io un posto.Però c'è da camminare.Ci stai?
-E come no.
Abbiamo corso, abbiamo saltellato, scherzato e banchettato lungo tutto il tragitto.E...beh, "ci siamo amati come compagni di viaggio" come diceva il Manzoni.Anche se...uhm...lui aveva in mente qualcosa di più casto, ma tralascerei volentieri.Questa si che è vita, pensai per poi ridere del mio macabro paradosso.
-Siamo arrivati.
Una porta nera scrostata e un maniglione antipanico.
Bussa insistentemente e ci apre un ragazzetto sulla ventina, il classico tipo "figo&sbronzo" capelli mossi,tagliati alla johnny rotten e tinti di un rosso sbiadito.
-Ciao Hill, mi fai entrare?
-E come no, mi casa su casa
-Oh, muchas gracias. Lei è con me
Mi guarda con un leggero balenio negli occhi.
-Ehi, mi ricordi la mia chitarra quando era lucida. Era longilinea. E bella come te.
mi poggia una mano sulla guancia e sospira guardandosi le scarpe.
-Come ci sei arrivato qua?
-Oh, io...io ero in un trip stupendo. Poi non ho visto più niente. E poi eccomi qua. E tu?
-Suicidata mettendo la testa nel forno.
-Come Sylvia Plath?
-Esattamente!
Bob mi trascina dentro e io non ho neanche tempo di salutarlo, Hill.
Lì, un casino allucinante. Attori, scrittori, cantanti, modelli, groupie, puttane e baristi.Di tutto ragazzi, di tutto.
-Mia moglie non sarà contentissima per quel che abbiamo fatto,sai?
- Nemmeno il mio ragazzo!
-Hai il ragazzo?
-Ce l'avevo. E' morto un anno fa di overdose.
-Beh se vuoi trovarlo qui è il posto giusto.
-Grazie Bob.
-Vado a cercare Joan.
-Ok
Mentre lui si allontana io becco un tavolino vuoto e mi accendo un'altra gauloise. neanche 5 minuti dopo arriva lei, Erin
una cameriera.Erin Invicta Everly.Proprio invicta, come il sole.
Segni particolari bellissima, e dice che gli uomini sono tutti stronzi tra una boccata di Vogue e un'altra.
-Non è vero,TJ non era assolutamente stronzo.Era il migliore che io abbia mai avuto.
-Parli come se fossi ancora innamorata tesoro.
-Chi ti dice che non lo sia per davvero?
Scoppia a ridere. Una risata tintinnante e cristallina.
-Mi ricordi me ai tempi del più grande amore della mia vita.
-Chi era?
-Sei troppo giovane per conoscerlo.Si chiamava William Bailey.
-Era bello?
-Oh si.Era affascinante e dannato, propio come piacevano a me.Ma mi ha fatto soffrire tanto.
Si è stretta nello scialle e ha lasciato che tutti i suoi ricordi scivolassero un po' più in là.
"Il più grande amore della mia vita".Sorrisi.Sorrisi e pensai a TJ.
TJ il chitarrista maledetto, TJ il poeta,TJ il mio uomo.Chissà dove sei. Chissà SE sei.
Chissà perché ci ho provato con Bob anche se ti amo ancora. Chissà se mi perdoni.Chissà.
Ho dato una boccata alla sua Vogue e mi sono messa a ciondolare sul terrazzo di quello strano locale.
-Amore mio come hanno potuto metterti qui nel covo dei disperati?
Sobbalzo e mi faccio colare del bloody mary sulle dita.
-TJ?
-In carne ed ossa, come si suol dire.
-Ti sono mancata?
-Per nulla, guarda quanto divertimento c'è quaggiù!
Esattamente come ti avevo lasciato, belin.Ancora un figo, ancora con gli occhi mezzi verdi e mezzi castani,
la bocca rosea e rilassata e il naso arricciato.
TJ.
-E allora non mi racconti niente?
-Combino casini a raffica. Al solito
-Eh mia cara, certe cose non cambiano mai.
Mi pulisce il bloody mary dalle dita e mi abbraccia.
-è un anno che piango e basta, Lal
-è un anno che faccio lo stesso, Terence.
-Che hai fatto senza di me tutto questo tempo?
-Ti ho..diciamo che ci ho provato con un mio amico. Ecco l'ho detto. Sparami.
-Era il tizio che lavorava con te all'album?
-No...è successo...qui.
-Oh beh.Più di tanto non avete potuto fare. Lascia perdere va'.
-Dio, mi dispiace TJ.Mi odio.
-Ehi bambina, via quelle lacrime che vanno solo a far da tappezzeria.
Pensiamo piuttosto a cosa vogliamo fare domani.Adesso che ti ho ritrovata guai a te se mi scappi ancora.
-Guarda che sei tu che mi sei scappato via. Tu e quel maledetto speedball.
Alza le spalle.
-L'ho detto perchè suonava bene.Tipo da commedia francese. di solito sono le "femmes" che scappano, no? Ah, e a proposito di questo ho scritto una cosina...
Mi sento ridere a crepapelle e pensare "Ehi, sarai morto e sepolto ma non sei cambiato proprio per niente!"
E così la nostra vita all'incontrario fila via liscia come l'olio.E sulla sua (o ormai dovrei dire nostra?) porta sta scritto in rosso e grassetto "Preferisco il paradiso per il clima e l'inferno per la compagnia" Di un certo signor Twain.E poi sotto, in piccolo,una scrittina nera "and now it's up to you"
Di una certa signorina Rose.
The end.
Knockin on heaven's door testo di Tangerine Dream