Testo: E il mio angelo mi abbracciò, infine. di Genia Bochicchio
E il mio angelo mi abbracciò, infine. Tardi. Avevo le domande da fargli. E fame del dono, del vasto, del pieno, del sé, come un forestiero davanti a una pagoda. Un bimbo che cerca il suo volto nel cucchiaio di rame. Così. Avevo una sfilza di temi da affrontare, esatta, e mentre si concentrava per dirigermi con diligenza, con tatto, guardavo le ali piumate, sincere come una toppa di chiarore nel cielo e risalivo pian piano.
E il mio angelo mi abbracciò, infine. testo di Genia Bochicchio
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