Contenuti per adulti
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C’era una volta, c’è ancora adesso
chi cammina - senza far rumore -
tra la folla non curante, la testa
infilata alla meglio in un cappuccio
che nasconde globi terracquei -
menti, architetture incerte,
delirio muto - pensieri accessi, rumorosi -
scosse quotidiane -
Menti accese, mai spente -
come schermi retroilluminati -
trasmissioni sul disastro, resoconto
di colpi, scosse che scuotono,
scosse di neuroni - boati costanti;
scosse troppo forti che ci fanno tremare
- magnitudo dell’anima - disperazione e disagio,
lupi, belve fameliche, aspettano celati all’ombra.
Crolla polverizzata, al suolo, l’architettura fragile
sotto colpi di scosse troppo forti,
scosse incomprensibili - trema la mente -
il cuore rallenta.
Macerie sollevano polvere che nasconde,
solitudine, boschi di tralicci e giunti metallici
- lande senza fine - lande in cui ci aggiriamo
soli, cullati da un dolore osceno, che non capiamo
che non sappiamo spiegare, che nessuno sa vedere.
Fanno male i pensieri, rintocchi troppo forti,
fanno male i pensieri che si ammassano
l’uno sull’altro - carcasse abbandonate
a decomporsi lungo oscuri viali della mente.
Precipita tutto - castelli di carta soffiati via,
castelli di sabbia ammassati dalle onde - e
ci ritroviamo lì, tra le rovine della nostra mente
- residui di edifici - accucciati in mezzo ai lupi,
non più celati
pronti a far brandelli di ciò che rimane in piedi.
Digrignare di denti, azzannare il collo, mordere
fino a far sanguinare. Dolore lancinante -
emozione che ci ricorda di essere vivi - dolore
che non si estingue, fiamma che brucia nella notte…
non si spegne!
… è tutto! Tutto ammutolisce, tace
celando il proprio viso tra le pieghe
di un cappuccio rosso,
inciampando tra le radici
ed il fogliame sparso
di un bosco senza alberi
una foresta che ha seminato
incertezze e paure
- avanguardia che occupa ruderi mentali -
restiamo a giocare con troppi fili
- matassa aggrovigliata e gettata via -
tiri un capo
tiri l’altro
tutto rotola via - cespugli nel deserto -
aspettando che il giorno scivoli via
nascosti in un angolo buio - ventre
oscuro, celato al mondo - dove lo scandire di giorni
non fa troppo male e si aspetta…
… si aspetta il tempo che l’oscurità sarà squarciata
si aspetta che una mano venga a raccogliere
ciò che rimane di noi
si aspetta quella persona in grado di rimettere insieme i cocci.