Innocenza

scritto da Paolo Melandri
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Dubbiosa notte illune di smanie esterrefatte e pregni timori ...
- Nota dell'autore Paolo Melandri

Testo: Innocenza
di Paolo Melandri

Perché fluttuiamo in questo strano limbo
d’oltrebene e oltremale, e in noi risuona
breve il solfeggio d’attimi oltre il nimbo
caduco di letargo e di agonia,
perché sei mia,
non d’altri, e la tua icona
si sfrangia in un vapore di corimbo
fra palpebre di brama e sortilegio,
fugace esile fiore di ciliegio
al vento del mattino celestiale
perché la volta astrale
è una pozzanghera
dove la nostra ebbrezza annegherà,
perché ci apparteniamo senza tregua
di palpiti sorgévoli nel sangue
e non occorre confessarsi “ti amo”
(pensarlo non è voce che dilegua
nel soffio coniugabile del verbo,
ma un canto di silenzio che in te langue
invermigliando l’intimo riserbo),

perché ogni buio effonde
il tuo incantesimo dal chiostro d’ombre
convulse di dolcezza, tabernacolo
di cielo e terra, atollo speculare,
perché il tuo corpo d’essenza lunare
in porcellana e raso,
è l’unico miracolo
nel sovvenirsi immemore, all’occaso,
di un regno di felicità perduta,
per questo tu sei gravida di me,
della mia pura adorazione muta
d’incorporarsi, senza più un perché.

© Paolo Melandri (23. 11. 2024)
Innocenza testo di Paolo Melandri
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