Dubbiosa notte illune di smanie esterrefatte e pregni timori ...
- Nota dell'autore Paolo Melandri
Testo: Innocenza di Paolo Melandri
Perché fluttuiamo in questo strano limbo d’oltrebene e oltremale, e in noi risuona breve il solfeggio d’attimi oltre il nimbo caduco di letargo e di agonia, perché sei mia, non d’altri, e la tua icona si sfrangia in un vapore di corimbo fra palpebre di brama e sortilegio, fugace esile fiore di ciliegio al vento del mattino celestiale perché la volta astrale è una pozzanghera dove la nostra ebbrezza annegherà, perché ci apparteniamo senza tregua di palpiti sorgévoli nel sangue e non occorre confessarsi “ti amo” (pensarlo non è voce che dilegua nel soffio coniugabile del verbo, ma un canto di silenzio che in te langue invermigliando l’intimo riserbo),
perché ogni buio effonde il tuo incantesimo dal chiostro d’ombre convulse di dolcezza, tabernacolo di cielo e terra, atollo speculare, perché il tuo corpo d’essenza lunare in porcellana e raso, è l’unico miracolo nel sovvenirsi immemore, all’occaso, di un regno di felicità perduta, per questo tu sei gravida di me, della mia pura adorazione muta d’incorporarsi, senza più un perché.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.