Il papà

scritto da quellochehointesta
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Genitori, esprimetevi: perché così tanto spesso buttate le vostre frustrazioni sui figli? Lo fate involontariamente? Scusate la rabbia nelle mie domande, ma, ogni tanto, scrivere serve anche a sfogarsi. (Ci tengo a specificare che ho 21 anni)
- Nota dell'autore quellochehointesta

Testo: Il papà
di quellochehointesta

Sveglia alle 08:00, giornate impegnative, scorrono lente, alle volte veloci, e lo vedo già seduto a bere il suo caffè latte.
Penso "chissà che cosa mi riserverà sta mattina"

Sta per parlare e lo fermo.
Sono stufa.
Sono stanca di essere sempre sotto esame da chi dovrebbe apprezzarmi per quella che sono.

Studio tanto, ma davvero tanto. Non mi dispiace studiare, mi dispiace non essere mai abbastanza per chi mi sta attorno però: "non mi interessa la sua approvazione" ma dentro di me penso il contrario.

Non sento amore, ma uno spirito di competitività continua. Non sento interesse, ma solo ipocrisia. Non sento ignoranza, ma solo delusione.

"Non sa esprimere quello che prova" dice la mamma, "è fatto così"; io le rispondo "non sapevo leggere da piccola" le dico, mi rivolge uno sguardo di compassione e empatia infinita, "ma poi ho imparato". Lui è il padre, sì, ma prima era marito: la mamma soffre il doppio, il quadruplo di me?

Sembrano cose banali agli occhi di chi ascolta e non è coinvolto né fisicamente né emotivamente: ma sentirsi sempre poco e mai abbastanza è una cosa che strugge dentro anche l'anima più forte.

Lui non se ne accorge nemmeno e quando gli e lo si fa notare, attraverso pianti e litigate, si torna come prima.

Possibili soluzioni?


Il papà testo di quellochehointesta
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