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Prostituto in fisica
Avrei voluto iscrivermi a Fisica senza probabilmente superare neanche il primo esame con diciotto, sforzarmi le meningi inutilmente. Newton aveva la stoffa ed Enrico Fermi, non io.
Un giorno, coi miei compagni di scuola me ne uscii: "M'iscriverò a Fisica!" Come quando Grisù il draghetto esclamava: "Da grande farò il pompiere!"
In verità vi dico: Ero tagliato per fare tutto e niente, l'umana penitenza. Il mio mestiere era redimermi. Con la poesia, voi direte. No, con la prostituzione. Redimersi vuol dire guarire? Forse.
Ricordate la "Belle de jour" di Bunuel? La meravigliosa e algida Séverine che cercava la guarigione (o la redenzione) nella prostituzione? Ebbene, io di mestiere faccio lo stesso: mi prostituisco e nel mentre mi guadagno da vivere. Uomini o donne, non importa. Sono un prostituto che cerca una via d'uscita dalla banalità di un mondo scandaloso e non m'innamoro mai, perché l'amore non guarisce e non redime, al massimo rende schiavi.
Ad esempio, qui su Alidicarta ci sta qualche autorevole autore ch'è stato reso schiavo dall'amore e anche se quell'amore se n'è andato ad Atlanta, egli continua a soffrire dietro sbarre invisibili.