Affascinati dalle conoscenze della genetica, i biologi negli anni hanno cercato nell’eredità biologica la spiegazione del nostro essere e di tutti i nostri caratteri. Ma l’eredità genetica manifesta i suoi effetti, solo interagendo col nostro modo di vivere. Oltre che dai nostri geni, il nostro carattere dipende in grande misura dall’ambiente e dalla cultura a cui siamo esposti. Insomma malgrado mio padre siamo riusciti a crescere allegri e abbastanza fiduciosi e sereni!
E’ poi quando tu pensi di vivere male basta soltanto fissare il tuo sguardo altrove, inevitabilmente trovi e vedi chi sta peggio! Mia nonna mi ha lasciato qualcosa! Effettivamente questa è stata la nostra esperienza quando abbiamo conosciuto Pietro! Egli poteva avere circa quindici anni quando da Mercato San Severino cominciò a scendere a Salerno. Suo padre visti gli scarsi successi scolastici, penso bene di fargli imparare un mestiere. Nella cosa non ci sarebbe niente da obiettare se non il fatto che Pietro, secondo suo padre, doveva imparare il mestiere di fioraio da mio padre. Questa si che era una cosa impossibile! I due genitori si erano messi d’accordo che Pietro non sarebbe stato pagato, lui veniva per un periodo solo per imparare il lavoro, poi avrebbe aperto un negozio a Mercato San Severino. E’ così Pietro cominciò a venire a lavorare da noi. A Pietro ovviamente fu dato il lavoro più umile, doveva gestire la spazzatura del negozio. Mio padre aveva delegato me per il compito, io a mia volta cercavo di farlo fare a mio fratello Lino. Pietro era un ragazzo molto timido, era magro come un’acciuga, e inoltre aveva delle lenti così spesse che senza di esse non riusciva a fare alcuna cosa. Insomma era il ragazzino più brutto ed insignificante che io ricordi aver conosciuto! Arrivava ogni mattina e se ne tornava a casa la sera con l’autobus. Si portava la colazione a sacco. In verità mio padre avrebbe voluto almeno portarselo a casa ad ora di pranzo, ma Pietro preferiva rimanere in negozio. Consumava il suo pasto e poi faceva un giro intorno al negozio. L’ho detto era molto timido e complessato. Il problema era che anche quando apriva la bocca riusciva a farsi capire poco. Per Pietro l’Italiano era una lingua straniera! Dopo qualche settimana che veniva da noi, era cominciata l’estate, ci chiese come poteva fare per andarsene un poco a mare nelle ore di chiusura del negozio. La cosa che noi non sapevamo era che Pietro il mare l’aveva visto solo in televisione! Il giorno dopo verso le 14,00 noi andammo a casa per il pranzo, Pietro munito di costume da bagno prese la strada per il mare. Verso le 17,00 qualcuno lo riportò al negozio pallido e trafelato. Dopo un poco che era entrato in acqua si era sentito male e non sapendo neanche nuotare stava per affogare. Per fortuna fu aiutato dagli altri bagnanti che dopo averlo tratto in salvo gli intimarono di evitare in futuro altre escursioni del genere. Pietro da quel giorno si guardò bene di lasciare il negozio dopo aver mangiato! Dopo qualche settimana si rese conto che da noi avrebbe imparato poco come lavoro, ma pensò che avrebbe imparato qualcosa di più importante per lui in quel momento della sua vita. Mio fratello Lino gli promise che l’avrebbe aiutato ad avere successo con le donne. Se lo metteva vicino e lo indottrinava. Gli parlava delle sue esperienze con le donne, ovviamente false. Dei suoi metodi raffinati per conoscere e piacere a tutte. Pietro né era completamente soggiogato! Lo guardava con ammirazione e rispetto. Per adesso, secondo Lino, egli doveva limitarsi a fare molta teoria. Doveva migliorare la propria persona, doveva capire cosa dire, come dirlo, poi in un secondo momento lo avrebbe portato con se. Gli avrebbe presentato delle ragazze, gli avrebbe fatto fare delle interessanti esperienze. Lo avrebbe aiutato a passare dal campo teorico al campo della pratica. Ecco cosa interessava veramente Pietro! Era arrivato finalmente in città, poteva emanciparsi, imparare, fare morire d’invidia quei paesanotti che aveva sempre frequentato. Per riuscire in questo era pronto a tutto! Qualsiasi cosa Lino gli chiedesse, egli la faceva senza discutere, senza nessuna obiezione. Ogni volta che c’era qualcosa da fare, Lino chiamava Pietro e questi correva. In realtà anche io e mio fratello, dalla venuta di Pietro, abbiamo avuto una lezione di vita. Abbiamo capito che la vita è un continuo cambiamento. Quello che oggi è bianco domani può diventare nero. Avvenne che anche Pietro cambiò. Accortosi che Lino rimandava sempre le sue promesse, Pietro cominciò a ribellarsi. Il dramma esplose una mattina in cui Lino chiese a Pietro di fare un certo lavoro e Pietro gli rispose: “E tu che fai?” Fu il crollo di un mito! Io e Lino ci guardammo senza riuscire a proferire parola alcuna. Non ci saremmo mai aspettati qualcosa del genere! Una terza guerra mondiale! L’uomo su Marte! Tutto per noi era ed è possibile, ma non questa cosa, non il cambiamento di atteggiamento di Pietro! Dopo qualche settimana Pietro non venne più. Tanto il lavoro da noi non l’avrebbe mai imparato. Il successo con le donne manco a parlarne. Però anche lui ha trovato la sua strada, ha aperto un agenzia di pompe funebri!
LE MIE STORIE 14 testo di tommy55