Viviamo per niente, moriamo per niente.
Non ha neanche senso darci un nome, tanto non ci serve, perché non siamo niente, o forse siamo il tutto, ma il tutto è niente. Siamo solo consumatori: nasciamo, consumiamo, moriamo.
Non lasciamo nulla a questo mondo, che, come noi, è destinato a sparire.
Viviamo senza un senso, nel disperato tentativo di capire cosa ci aspetterà dopo la morte, perché l'accettazione del nulla, per noi, è inconcebible.
Perché, nonostante la nostra insignificanza, ci sentiamo troppo unici e speciali per accettare che anche la nostra vita, come tutto ciò che ci circonda, ha una fine. Maledetta arroganza.
Ed il nostro vissuto non è altro che un continuo cercare distrazioni per dimenticarci il fatto che anche i nostri occhi si chiuderanno per sempre.
Il buio, il nulla, quello ha senso, proprio quello che noi non accettiamo, è quello che ci precede, è quello che ci succede, è quello che ci terrorizza.
Le nostre emozioni, il nostro vissuto, tutto ciò sparirà, allora viverlo o non viverlo non ha senso, tanto sarà comunque dimenticato.
Allora spariamoci, oppure continuiamo a respirare, tanto non fa differenza, perché il destino è sempre quello.
Allora Divertiamoci, ma essendo coscienti che sarà un divertimento fine a se stesso.
Allora rallegriamoci, ma coscienti che sarà inutile.
Allora viviamo questa vita, ma dentro di noi lo sappiamo, che è solo per la paura di morire.
Allora attraversiamo questa piccola illusione di felicità, e poi viviamo, forse, l'unico sensato momento di questa vita, la sua fine.
L'insignificanza dell'esistenza. testo di Ricky2809