Ed era quasi sicuro che stava ritornando, leale e onesto, veloce e di nascosto, con estrema fragilità che poi mutava in durezza e spietatezza, tornava a rimarchiarlo, a rimettere tutto in chiaro, e lui vedeva nero, tutto nero, dipingeva con estrema freddezza e aveva paura di lasciarsi andare, sapeva come fare, ma notava che gli altri davanti a lui facevan tutto per convenienza, di vitalità vera avevan poco, come fai a essere sempre felice, ci pensava e rifletteva, non riusciva mai a capire, dissolveva tutto nei soliti modi, nelle solite cose, ritornava di nascosto a tutto quello che poteva abbracciarlo, legarlo, soffrendo, stringendo, una corda tirata e poi lasciata libera, stroncando tutto quello che trova davanti, in un eclissi totale, di quello che volevo essere, poco, deve coltivare passioni con estrema accuratezza e riservatezza, capisce che arrivano i dolori, arrivano le persone a divorare, a togliere magia, da tutto quello che può essere veramente l'essenza di tutto, un immaginabile nastro sulla bocca che faceva uscire parole strette, piatte, di cattivo gusto, quello che pensano loro insomma... ma dietro al sipario , in profondità, si scorge qualcosa, forse salvezza, forse altro, qualcuno che proietta immagini diverse, riesci a vederle dentro lo stomaco che sorride e si lascia andare a bellissimi respiri, diaframma sciolto a voler parlare, di buon umore, ora la corda non serve più, altri punti da dove partire, altre storie da ascoltare, tempo scorre, la sua stessa calma a rallentare questa velocità.
Nero ritorna testo di Geronimo Anonimo