Giuoca l’amor frai duttili cristalli interni al cuor, che solitario geme. Ahimé, per qual cagion, fra balze e valli, non s’apre 'l sol, non vedesi la speme?
Narrar sarebbe van, poiché del giuoco ascritta è la ragion in questo loco.
Schiudi le porte a quell’amor che, solo, irride ancor beffardo a quegli istanti, lasciati rifuggir, in stolto volo, via dalla vita, insiem co’ sogni infranti.
Io più non voglio dir, te parli allora al core quel sentir ch’oggi t’adora.
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