Menu, messaggi, invia, numero, ok

scritto da deide
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 22 anni fa
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Presentato a VERBA MARKET 3 e pubblicato sul libro della manifestazione
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Testo: Menu, messaggi, invia, numero, ok
di deide


MENU, MESSAGGI, INVIA, NUMERO, OK

Sarà almeno mezz’ora che lo tengo in mano, lo stringo, lo accarezzo, lo guardo. Il cellulare, intendo, ovvio, è un vizio che ormai mi porto dietro da quando l’ho comprato, sarà… dunque ancora non stavo con la Simo… sì, due anni, almeno due anni.
Già però oggi il motivo è un altro, caspita se è un altro! In pratica devo decidere se mandare un SMS a una figliola che di nome fa Stefi. Mi sto mangiando il fegato per questa qui. Davvero! Il fegato a me poi piace, devo dire, quello alla veneziana, con la cipolla, intendo. Buonissimo.
Ma al di là di questo, cioè del fegato, mi sto chiedendo se valga la pena o no spedire un SMS a quella lì. Il fatto è che, porca puttana, mi piace quella lì. Però sto con la Simo, e la Simo è la Simo, con tutto il rispetto per la Stefi.
Quanto al testo dell’SMS non ho dubbi. D’altronde dopo averla tampinata un po’ al pub uscendo con gli amici e aver anche avuto il trofeo che volevo (no, non quello… il suo numero di cellulare, intendo) adesso devo solo spingere sull’acceleratore: in pratica MENU, e vado a MESSAGGI, lo scrivo per benino… fatto… INVIA, questo cellulare mi chiede il numero, ecco “Stefi cell”, ed ora OK e parte. Tutto qui. Facile come bere un bicchier d’acqua.
Il problema è che tutto fila liscio quando devo premere MENU, pressione arteriosa normale, pupille normoreagenti come dice il dott. Carter di “Medici in prima linea”, tutto bene. Arrivo a MESSAGGI e anche qui nessun problema perché tanto posso decidere e modificare il testo come voglio. Che poi è un testo talmente breve che fa spavento: “Sono Piero, ti ricordi di me? Vorrei vederti e fare un giro con te. Sei bellissima. Ciao.” Elementare, direi. Decido anche di salvarlo questo messaggio, magari mi può servire.
Proseguo e vado a NUMERO, sì, devo cercare quello della Stefi, eccolo, guarda è anche della mia stessa compagnia telefonica, così spendo meno e se mi risponde con un altro messaggino ci guadagno pure. Quasi quasi mi frego le mani…
Intanto però, a NUMERO, la mia pressione è salita, le pupille si stanno restringendo, la respirazione mi sta diventando affannosa, insomma mi batte anche il cuore, e anche forte, …azz…, me lo sento quasi in gola. Devo solo schiacciare OK e l’SMS partirà leggero come una piuma verso la Stefi.
Vado, non vado, alla fine premo C e cancello tutto e improvvisamente torno a respirare, torno a vederci un po’ di più. Ma possibile che non riesca a premere un pulsantino piccolo piccolo. Ma dai, insomma, Piero, coraggio!
Riparto e mi capita lo stesso, quando arrivo a OK pare che al mio dito si sia formata una paresi; non so nemmeno se si dice così. E’ bloccato, è di marmo, è inservibile, salvo poi tornare normale quando premo il tasto C di cancellazione.
Perché mi succede questo, ri-porca puttana! Non sono mai stato una cima con le ragazze, nemmeno però posso dire di essere un brocco, questa l’ho già tampinata, forse ci sta pure.
Propendo per due risposte possibili al mio problema, escludendo che sia una questione di timidezza. E se lo fosse, non la considero.
La prima risposta è che ho già la Simo e la Simo è la Simo, non so se l’ho già detto. E cosa voglio di più? E’ carina, è alta, è bella, è intelligente, è bionda, è simpatica, insomma una miss, come si dice. Cosa voglio di più? La Stefi appunto. …azz…, c’è una risposta allora. Allora escludo che sia la Simo il problema.
La seconda risposta è che questa Stefi qua sì, è carina, sì, è alta, sì, è bella, sì, è intelligente, sì è bionda, sì, è simpatica, però si chiama Patatoni. Di cognome, intendo. Ora, d’accordo, non ce l’ha scritto in fronte, questo no, ci mancherebbe, ma onestamente una morosa che si chiama Patatoni non mi piace granché. Forse è per questo che il dito diventa anchilosato quando devo premere OK?
Basta, ora basta! Manderò questo SMS e buonanotte, quello che succederà, succederà e che sia finita. Allora… MENU, e vado a MESSAGGI, e lo riscrivo, che ormai ho il dito più veloce del west a scriverlo, INVIA e mi spunta la rubrica, e già mi sento soffocare, trovo il numero della Stefania Patatoni, cioè “Stefi cell” e arrivo al dunque. Il dito anchilosato è sempre lì, rigido come… diciamo un baccalà, ma stavolta prendo un respirone che mi riabilita, chiudo gli occhi e passo all’azione. Eccomi Stefi, l’SMS arriva!!! Stavolta l’ho premuto quel dannato tasto e il messaggio è partito.
Ora mi sento davvero soddisfatto, magari mi risponderà tra mezz’ora, o tra un’ora o magari ancora domani, che ne so. Ma risponde, ne sono certo.
MI butto sul letto, braccia sotto la nuca e guardo il soffitto. Respiro, scarico i nervi e sono felice, mica ho fatto cornuta la Simo, macché, ma quali corna! Per un SMS! E poi chissenefrega se questa si chiama Patatoni. Insomma faccio le mie belle considerazioni quando un sibilo varca l’aria della mia camera da letto e mi fa salire le pulsazioni, i battiti, e mi fermo qui.
Leggo il messaggio entrante col cuore in gola: “Non so chi sei, caro Piero, grazie per i complimenti, ma non ho intenzione di vederti. Ciao. Gianni”.
Mi sa che la Patatoni mi ha rifilato un due di picche esagerato. D’altronde non mi piace granché con quel cognome che porta. E poi ho la Simo…





























































































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