Intorno a me ho sempre avuto persone ai miei occhi belle, particolari e diverse fra loro.
Ho capito con il tempo che in comune avevano tutti una cosa: le debolezze.
E il modo così strano e improvviso di deludermi.
Non sono perfetta,
nella vita si sbaglia e si perdona.
Sbagliare ripetutamente sapendo di essere poi perdonati è eccessivo.
Non ho mai parlato di mia mamma,
Non trovo le parole giuste per farlo, è difficile infangare la persona che ho sempre avuto come ideale.
Non lo farò.
Mia madre ha avuto un passato difficile, è stata dipendente dalle droghe.
Quando avevo 3 anni ha deciso di andare in una comunità in Piemonte per disintossicarsi.
Abbiamo passato 3 anni li.
Per 3 anni sono stata un po’ con lei è un po’ con i miei nonni materni, i miei secondi genitori.
Mia mamma era perfetta.
Quel tipo di madre premurosa:
La mattina da piccola mi svegliava, mi lavava, mi vestiva e mi faceva i capelli.
Odiavo farmi fare i capelli.
Mi portava a scuola, mi veniva a riprendere, mi faceva trovare nello zaino la merendina e il succo, l’ha fatto fino ai 17 anni che ho smesso scuola.
La domenica mattina mi svegliavo e sul letto c’erano i vestiti adatti al fine settimana. Le scarpe e calzini abbinati.
È stata quella persona che si schierava dalla mia parte nelle litigate con il babbo, lui non arrivava mai a prendermi bene con un ceffone, perché c’era lei nel mezzo.
È stata colei che mi ha sempre capito.
Se avevo una giornata storta e fingevo di stare bene mi guardava e mi chiedeva cosa avessi.
Non glielo dicevo mai, il non parlare dei miei problemi e tenermi tutto dentro l’ho preso da papà.
Mi ha sempre detto che aveva paura di me, per il semplice fatto che mi vedeva così simile a lei.
Ero fiera di questo, adesso invece gli direi che sono fiera di non assomigliarle.
Una volta a 10 anni andai al mare con la nonna per una settimana, la sera stessa la chiamai chiedendomi di venirmi a prendere perché mi mancava.
A 12 anni con mia zia invece andai sulle Dolomiti, un giorno pioveva tantissimo ed eravamo in hotel.
Chiamai mia madre e piansi tanto dicendo che avevo bisogno di lei.
Eravamo una cosa sola, una corda con un doppio nodo, quel nodo si è sciolto.
Credo che in realtà sia un bene l’essermi staccata da lei, forse avrei preferito fosse successo per la crescita, non per il dover aprire gli occhi.
Grazie a lei credevo si potesse cambiare, per l’amore, per tutto.
Ho provato a cambiare il mio ex ragazzo per due anni, credendo che amando una persona si potesse uscire da certi tunnel.
A 20 anni mi sono svegliata.
Nel vero senso.
Ero a casa a dormire, mi svegliai dal niente e andai a fare la pipì.
Avete presente quando vedete una cosa ma il vostro cervello la metabolizza dopo?
È ciò che mi è successo.
Andando in bagno, nella stanza accanto c’era mia madre con la testa sul termosifone.
A primo impatto ho creduto gli facesse freddo al naso.
Scherzo.
Sono tornata indietro lentamente, lei lentamente si è alzata, mi è venuta incontro, stringeva forte i 20 euro arrotolati fra le mani.
Doveva andare a fare la spesa.
Scherzo di nuovo, l’aveva già fatta.
Mi è crollato tutto in un attimo.
Adesso molte cose avevano senso.
Aveva senso lo sparire in casa dei soldi,
Aveva senso il suo naso sempre incrostato, sempre quel raffreddore, sempre quel viks fra le sue mani.
Avevano senso delle boccette di metadone che trovai nascoste nei vestiti vecchi.
Aveva senso dei numeri che aveva sul telefono salvati in modo strani.
In un solo minuto, di una giornata estiva la persona che ho sempre portato su un piedistallo è caduta di faccia a terra.
E io non ho avuto l’interesse di rialzarla.
Sono stanca di rialzare le persone.
Si sbaglia tutti, sarebbe più normale vedere me 20enne immersa nelle droghe che viene aiutata dalla propria madre 40enne ad uscirne.
Non il contrario.
Sono stanca di aiutare. Non mi va.
Non ho avuto il coraggio di dirlo a mio padre, non riesco a guardarlo negli occhi e dirgli “ehi non sei l’unico debole della famiglia, hai una contendente”.
Anche se mio padre ormai a 43 anni ha messo la testa a posto, per questo non riesco a buttarlo giù.
Non so se il mio gesto di non dirgli niente sia egoistico, non so nemmeno se aver qualcuno con cui parlarne di questo enorme peso che mi porto dentro forse mi farebbe stare meglio.
Non lo so.
So che mia madre ha detto che ha smesso.
Ma so che con il tempo ho capito che è tutta una gran cazzata.
Non si smette a comando,
È molto più di questo.
Non guardo più mia madre negli occhi.
Non gli parlo più.
Non riesco ad accettare il fatto che sia stata lei a deludermi.
Avevo la certezza che non l’avrebbe mai fatto.
Mi faccio quasi schifo per questo.
Mi faccio schifo perché so che probabilmente non dovrei reagire così, ma non riesco a non essere impassibile.
Mi sono freddata.
Mi fa schifo il non parlarle.
Non riesco a farlo però.
Odio le droghe,
Le persone hanno sempre preferito la coca a me.
Odio il mondo in cui ti autodistruggono, ti fanno diventare una persona diversa, inganni e menti a chi ti vuole bene.
Deludi chi ti vuole bene.
Ti senti in testa al mondo, in realtà sei solo una testa di cazzo.
Mia zia mi disse che i drogati sono malati di nostalgia.
Nella nostalgia per cose passate e lontane, mi dispiace, metti anche il rapporto che avevi con me.
Bianca testo di Alessia19