come bambole di porcellana me ne sto ferma in una vetrina uomini passano, parlano e ridono di me scrutano, osservano i dettagli io sorrido piacente e aspetto il mio turno passano giorni, mesi, anni sono ancora in una vetrina me ne sto zitta zitta non sorrido più ho una leggera crepa sulla guancia destra come se un bacio spigoloso mi abbia colpita capelli annodati di paure i fiori che tenevo in mano ormai appassiti come me d’altronde
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