Alcuni giovani intimi vengono chiamati alla guerra, alla ribellione. Uno impartisce un intimo sorriso, uno mastica un filo d’erba, uno timido abbassa gli occhi, uno è ridicolo con il suo orgoglio, dopo poco tempo tutti morti. Lì dove siedono senti l’acqua cadere in quella valle di sterminio. Per tutta la vallata si sente un rumorio d’aria, come se le loro espressioni stessero ancora in ascolto. Quella valle non ha ancora mutato il suo suono, anche se i loro volti sono sotto terra. Questo venne colpito in un attacco, e giacque implorante nel filo spinato, chiede aiuto, questo, il suo migliore amico, uscì per liberarlo e fu anche lui colpito. Il resto nessuno sa a cosa siano giunti. Ma di giungere al peggio deve essere loro capitato, e devono averlo abbracciato. Il medaglione di un sorriso mutato dal giorno alla notte nell’ospedale, la sua ultima agonia e delle sue ultime ore. La guerra è il peggior bagliore, quanti anni di marcimento nel terreno. Nessun pensiero è così vivo come il loro sangue sparso.
Se ti sei accorto di un errore o vuoi cambiare il tuo commento, puoi cancellarlo nei 5 minuti succesivi alla pubblicazione.
In seguito non potrai più cancellarlo.
Vuoi cancellare il tuo commento?
Caricamento dei commenti...
Questo testo è troppo datato per accettare nuovi commenti.