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La tartaruga
Era un poeta povero, era magro ma continuava a dimagrire.
Era un giorno di festa e dalle case vicine si sentivano forti arrivare gli effluvi dei barbecue e dei polli allo spiedo.
Pensò, sicuramente oggi avrò un pranzo coi fiocchi, mia moglie non manca di fantasia…
Così audace, chiese,Carolina che si mangia oggi?
Oggi guarda, abbiamo fagioli, al supermercato erano in offerta!
Ma ti ho fatto una ricetta speciale, poi i pomodori dell’orto, sono molto buoni, non c’è l’olio per condirli, ma non ne hanno bisogno.
Bene pensò lui, proteine vegetali e contorno…
Carolina aggiunse- certo se non ti decidi a trovare un lavoro…
Lo sai amore, io cerco sempre e trovo solo proposte offensive, se i padroni devono ingrassare, non sarò io a contribuire.
E poi devo creare, lo sai, ho pronto un libro con 80 dico 80 poesie, una più bella dell’altra.
Si così finisce che ti indebiti per la stampa e poi non rientri neanche delle spese!
Lui replicò , pensa noi ci amiamo, c’è chi questa ricchezza non ce l’ha.
L’amore non si mangia! Disse secca lei.
Ma tu lo sai che in casa abbiamo una risorsa, più unica che rara.
Ah si la tua maledetta tartaruga, si mangia tutta la lattuga dell’orto e a noi non ne rimane...
Regina un giorno ci farà ricchi, te lo dico io.
Regina così si chiamava la tartaruga, a parte il nome promettente, aveva una caratteristica straordinaria, lei non camminava, correva, correva quanto una Lamborghini.
Ora questo fatto è inspiegabile, ma era proprio così, si trattava solo di sfruttare bene la particolarità della bestiola.
Domani c’è il torneo annuale della polisportiva disse lui- c’è anche 100 e 200 metri piani, e il premio lo sai è di 500 euro per il primo arrivato, li vince entrambi!
Il giorno dopo, fra le risate generali, Gervaso, così si chiamava il poeta, mise la tartaruga sullo stallo di partenza numero 3,
era una cosa insolita ma tutti pensarono ad una "giullarata".
Si diede il via alla gara, e la tartaruga poco dopo era seconda, il campione regionale della gara di velocità sostenne il ritmo di Regina, ma lei in prossimità del traguardo, lo bruciò e vinse, fra lo stupore generale.
Per farla breve i 100 ed i 200 , se li aggiudicò la tartaruga
Al momento della premiazione, fra gli applausi entusiasti, Regina era sul podio,le appesero la medaglia in similoro, lei si guardava intorno compiaciuta, Gervaso era al settimo cielo.
Poi le porsero due bei bigliettoni verdi da 500, lei non avendo le zampe prensili, prese il premio con la bocca, mannaggia, sarebbero dovuti essere d’altro colore…
Scambiandoli per due foglie di lattuga, Regina trangugiò.
Tornarono a casa con la tartaruga vincitrice ed il magone.
Mancavano tre ore all’ora di cena, Gervaso sentì che Carolina spignattava sui fornelli, dopo un ora si diffuse per la cucina un bell’odorino…
Arrivò l’ora di cena, -cosa hai preparato? chiese Gervaso.
Una specialità, disse lei, cucina caraibica!
Uh che bello, fece lui, cioè?
Tartaruga in brodo!