La pioggia scroscia, perpetua, e nello spirito essa mi solleva da ogni pensier che in me ardeva: Il mio corpo è ora goccia fatua.
Tocco le nuvole, intravedo il sole ma il ciel mi rinnega, macchina impietosa, nell'arida terra di una realtà corrosa da futili ricerche: specchi per allodole.
Opporsi al bramoso suolo è disperata agonia, e mentre esso assorbendomi m'annulla grido ultime parole al grigio incolore.
D'ogni voce l'anima dal vento è privata. Inconsapevole bimbo torno alla culla e ignaro nel gregge abbandono il dolore.
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