Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
MAHSATI KHANUM GANJAVI
(XI-XII secolo)
Mahsati Ganjavi (nome d’arte) nacque attorno al 1089 a Ganja, Azerbaigian, con il nome di Manija. Alcuni studiosi sostengono che avesse ricevuto un’i- struzione eccellente e conoscesse bene la letteratura e la musica d’Oriente. I suoi circa 200 componimenti lirici, cosiddetti rubayyat (quartine), rive- stono un ruolo importante nella storia della poesia azerbaigiana e orientale. Le liriche flosofche e romantiche non solo incarnano lo spirito della sua terra e cultura ma danno voce a una lotta contro il pregiudizio, l’ipocrisia e il patriarcato, difondendo un messaggio d’amore umano e divino.
RUBAYYAT
Ehi, vecchio, inesperto non sarai,
ma il contadino è giovane assai,
bisogna che rispetti questa terra:
che è di Parviz e Keygubad, lo sai.
Perché perennemente fai sofrire?
Non sai che ogni dolor dovrà fnire?
dicevi: «A Ganja il sogno tuo si avvera»
e a Ganja siamo. Ora che puoi dire?
Ogni notte, il calice in mano, passavo
per le strade ubriaca, e amore cercavo,
e a te lo versavo… ma persi i sensi,
caddi e ruppi quel calice che tracimava.
La brezza del mattino, il sacrifcio io
sarò per te, e tu riceverai da Dio
il messaggio che anche fra le righe ti dirà:
senza speranza giungo al fne della via.
Io chiesi al cuore: «Che consiglierai:
il vino dolce o amaro, dai,
rispondi» – e fa scegliere l’amaro:
«Il dolce sa di Shirin. Morirai!».
Non aspettare, o cuore, aiuto non verrà
un ramo grullo mai un’ombra getterà,
è dolce risparmiar, l’avidità è vergogna.
Chi parsimonia usa, ne guadagnerà.
La lettera che ti ho mandato, mio amore,
l’ho scritta, giuro, con le lacrime del cuore,
è lunga, questa storia della soferenza,
che altra via ho per rivelar dolore?
O salva il mio cuore e il bene, mio Dio!
Da sola il dolore io scelsi per via,
colpevole è l’anima nel suo sofrire,
oh salva il mio cuore e il bene, mio Dio!
Nel vino annegherò la malasorte,
metà di me, separazione è morte!
Il destino mi abbatte, toglie gioia,
e non ho più bicchiere né consorte.
Ammetto di ammirar l’agricoltore,
ma a parole come aprire il cuore?
In cerca d’oro, lui la terra smuove,
io guardo la mia mano, e trovo l’oro.
Traduzione dal russo
Olga Mazzina
Impiegazione e redazione
Martina Pomponi