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La grande città.
Era notte, notte fonda. Appena arrivato con l’ultimo treno, dopo dieci ore di viaggio.
Alberto Marci, veniva dal sud profondo, dove spesso la fame non è una parola, non è appetito, quello è per la gente ricca, ma è un vuoto che è quasi sofferenza. Un immigrato, pure lui, anche se italiano. Un nero con la pelle bianca.
La grande città, frenetica, laboriosa e ricca, avrebbe aperto le sue ampie braccia pure a lui.
Piena di vita e di opportunità.
Insegne al neon che pulsavano, vetrine luminose che mostravano di tutto, l’esibizione massima e trionfante del libero mercato.
Lui con addosso la sua fame atavica, ereditata da generazioni, vedeva già nella sua mente, una vita nuova, con un lavoro onesto, una casa e chissà , forse, una famiglia.
Ma ora più che fame aveva sonno,. Doveva cercarsi un albergo per passare la notte, giusto per dormire, uno giusto per lui con le tasche quasi vuote.
Nei pressi delle stazioni, ci sono spesso ostelli, alberghi e pensioni a poco prezzo.
Fece un giro e scelse quello più scalcinato, con l’insegna che pareva reggersi per miracolo.
Odeon, riuscì a leggere, s’infilò. Il portiere dormiva della grossa, non lo volle svegliare, c’era un divano e si mise ad aspettare che l’uomo si svegliasse. Invece s’addormentò.
Al mattino, un odore di caffè lo svegliò. Un omone grosso ma bonario gli porse la tazzina con una pasta.
Lui faceva sempre tutto con la giusta educazione, disse due volte grazie e aggiunse quant’è? L’omone disse, offro io.
Poi aggiunse, vieni dal sud, vero? – si, si vede?- Più che altro si sente, hai l’odore di chi ha viaggiato per due giorni…
Ti do una stanza con doccia, l’acqua non è calda, ma lo scaldabagno è fuori uso da due anni ormai., poi non penso che tu sia abituato a lussi inutili … c’è sapone, un asciugamano pulito, un letto, c’è quel che basta.
Quanto costa al giorno? 5 euro rispose il portiere, se li hai, altrimenti paghi quando trovi lavoro. Sono delle tue parti anch’io e la tua parola mi basta.
Sicuro, disse Alberto, la parola, è l’unica cosa di valore che ho!
Vedi di non perderla, nella grande città succede spesso.
Come ti chiami? Chiese Alberto, a me mi chiamano Berto- Io Alcide disse l’omone- per gli amici Alce.
Cosa sai fare? Chiese Alce- ah! io tutti i lavori di fatica e poi il cameriere e il pizzaiolo- Bene, ti do un po' di indirizzi, così stamattina vai in cerca…
Passarono gli anni. Berto aveva messo su un ristorante, stava bene, una casa, famiglia, due figli, la moglie, Nice, che collaborava alla cassa del locale.
Ma una grande nostalgia dei boschi e dell’aria pulita dei suoi luoghi d’origine e del mare di casa sua.
E del suo paese, dove tutti si davano del tu, non come in città che cammini sempre fra gli sconosciuti e nessuno si ferma a parlare.
Ma il suo paese ormai si era svuotato, lui veniva da Riace, in Calabria. Erano rimaste solo persone anziane, i giovani da lungo tempo tutti via, ma lui volle tornare.
La moglie restò su, coi figli, loro erano cittadini, si sarebbero visti per le vacanze.
Aveva messo da parte un po di soldi, e aveva la sua pensione, scese giù, rimise a posto la casa, Pochi abitanti, ma c’era comunque un sindaco, Mimmo, che pian piano stava ripopolando il paese.
Si trovò in mezzo al rinascimento di Riace, piccoli negozi, artigiani, cooperative dappertutto.
I nuovi abitanti, tutti neri immigrati e nordafricani, gente seria laboriosa e socievole, si sentiva a casa sua di nuovo, ma senza la fame.
Qualche giorno dopo, la mattina. Diede uno sguardo, si rese conto che il suo paese era rinato.
Spalancò le finestre di camera sua, vide tutta quella gente indaffarata e contenta.
Con la sua voce tonante,come un pazzo, urlò più forte che poteva: SPORCHI NEGRI, IO VI AMOOOO!!!!!
Jussuf disse ad Hamed, - e quello chi è?- il nuovo scemo del paese!- ah! ci mancava, ora siamo al completo!
N.d.A.
Il sogno svanì poi, dopo tempo. A qualcuno non piace che la gente sia felice, fioccarono le denuce sul sindaco, destituito, condannato per abuso d'ufficio. Finito che era, il sogno aveva dimostrato di poter funzionare bene. Quando Mimmo venne prosciolto erano stati tutti costretti ad andare via, pur di sopravvivere in qualche modo. Mimmo il sindaco, venne candidato ed eletto al parlamento europeo. Non ho altre notizie, la stampa tace quando le conviene. I bei sogni finiscono all'alba, ma questo fu più di un sogno, fu un esempio utile per tutti, almeno quelli che non avevano il paraocchi.
Chi vuole può capire, quali interessi anche innominabili, si siano mossi dietro a questa storia, io vi ho mostrato la parte onesta.