sono prostituti di un tempio di fango, che aprono muri impenetrabili con voci infide con lingue bavose che strisciano ai piedi di maschere vuote e dure, fregiate di corone di pregiati metalli. sono prostituti che mercanteggiano dignità sono adoratori di zucche vuote e cieche, sono strisciatori ai piedi di divinità lascive che aprono labbra lubriche a sorrisi solo di fronte a piegamenti di fondoschiena ai loro cospetti.
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