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Dopo una lunga attesa della liberazione
da un tempo che sapeva di costrizione,
già arriva l’estate,
la stagione delle illusioni che paion realizzate.
Ma cosa è l’estate se non pura apparenza
di un tempo che con il sole vuole ingannare,
tra balli, viaggi e passeggiate sul lungomare
nascondendo del suo deserto la prevalenza?
Che con l’estate possa arrivar malinconia
non è possibile dirlo, tuttavia:
si deve mostrare puro divertimento,
anche se non a tutti è concesso l’intrattenimento.
Ed infatti a me la sua arsura corrode
nel mezzo di un arido spazio di solitudine,
che non trova sfogo e solo nel cuore esplode
e poi si consuma di inerzia per abitudine.
Mentre fuori il mondo di feste si ubriaca,
non vuole pensieri e di rumore mai si placa,
non esiste più la semplice riflessione:
l’esser nella norma è ormai un’eccezione.
Ma proprio per questo l’estate è simbolo di fugacità
e di questo tempo un ricordo effimero ne rimarrà
perché l’estate col suo finto calore
in realtà nasconde l’inverno nel cuore.