Sulla panchina al parco

scritto da Chiara Di Francesco
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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- Nota dell'autore Chiara Di Francesco

Testo: Sulla panchina al parco
di Chiara Di Francesco

Su un ferro antico siedo e leggo
di Seneca le vecchie lettere a Lucilio
perché l'arte è ancor più cara
nel luogo che fu a lungo sacro al cuore.
Mi ricordano,
all'ingresso le solcate conche,
l'antenata forza
della mia terra e le sue donne,
ma io non son degna:
io qui vengo fragile
per le fronde piegate ai capricci
delle stagioni che cambian le vesti,
per l'alto canto ignaro
degli spensierati chiacchiericci
o del più profondo dei dolori.
Seneca dice di tempo.
Io mi distraggo a guardar chi passa
col suo invisibile fagotto di ricordi:
ai giovani non pesa, e corron col vento.
Ah se fossi come loro!
Ma da sempre sento
l'aggravio che mi lascia immota
a osservar estranea ogni estate.
Nel cuore dei vent'anni, io son vecchia:
una vecchia che vaneggia amor bambino.
Li vedo in lontananza
i fanciulli divertiti, quasi volan giù
per la strada a valle.
Seneca scrive d'amore:
ogni parola adesso
risuona ancor più intensa
al cospetto dell'antico fusto
che alle carni della madre
mi vide un tempo stretta.
Qui, il destino di un unico amore,
la mai perduta fanciullezza
e la lacrima dell'arte.
Sulla panchina al parco testo di Chiara Di Francesco
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