Diario di una Mangiuomini – 20 Luglio 2XXX

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Pagine di un diario segreto di una maestra d'arti marziali... con un minuscolo problema di cannibalismo (parte 3)
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Testo: Diario di una Mangiuomini – 20 Luglio 2XXX
di anderwritten

Caro Diario,



Non so nemmeno da dove cominciare.

Non ho nemmeno idea se quello che ho visitato posso chiamarlo un “posto”.

Tuttavia, questo Vuoto Limbo, è governato da un demone ben peggiore del mio.

Non aveva un nome, prima del fight club. Diceva che per lei non aveva alcuna importanza qualcosa di così futile.

Le ho offerto una mentina e dato che le è piaciuta tanto da fare una strana battuta su un certo Giuda che conosceva, l’ho battezzata io stessa come “Judy Ment”.

Non chiedermi il perché, Diario. Non lo so nemmeno io come mi è uscita fuori, ma mi ha fatto ridere sul momento.

Lei, per facilità nel dialogare con me, non ha avuto obiezioni, sebbene aveva uno sguardo deluso e infastidito all’idea di avere un nome. Mi ha fatto pensare che ne avrebbe avute molte, da ridire.

Specie perché non si aspettava zero paura da parte mia.

Tu lo sai già Diario, ma lei no: non è di certo il primo essere sovrannaturale che incontro.

Anzi, inizia a essere una noia avere a che farne...

...

Judy... Ment...

Ahah, ricorda l’inglese: "Judgement".

Un vuoto giudizio... le calza a pennello!

A differenza di altri demoni che ho incontrato, lei non ha dimostrato segni di volermi uccidere (o mangiare).

Quando l’ho incontrata eravamo in un vicolo buio. Stavo cercando un criminale del club da combattere, sperando di trovare informazioni su dove si trovasse uno dei primi dieci.

E invece è apparsa lei da un nero portale che sprizzava scariche elettriche bianche.

Ero procinta a combatterla, pensando fosse la combattente che cercavo e avesse accettato la mia muta sfida.

Quando ne hai davanti uno si attiva un sesto senso che ti fa capire che siete entrambi combattenti dello stesso club.

Ma comunque, come stavo dicendo, la sua orribile presenza mi intimorì un po’, non troppo, ma abbastanza da farmi esitare a scontrarmi con lei.

Aveva occhi con entrambe sclera e pupille bianche e luminescenti; i capelli bianchi, lunghi e disordinati, gli arrivavano fino alle ginocchia.

La pelle dura, di un grigio sbiadito, e nessun’altra ombra di colore addosso.

Era come uscita da un film in bianco e nero.

Anche le corna erano monocolore, come la pece, però era sprovvista della coda biforcuta che uno normalmente si immaginerebbe.

Non che abbia mai visto un demone prima d’ora per poter dire che ce l’abbiano, usano sempre degli ospiti umani per agire nel nostro mondo. Compreso il cannibale dentro di me, ma sono più che sicura sia un maschio.

La voce cupa e irritante e i suoi atteggiamenti lo confermano.

Judy però aveva una sua forma fisica. Molto umana, dalle sembianze di una donna bodybuilder, con bicipiti e tricipiti ben definiti.. di gran lunga più dei miei.

Portava una strana cicatrice... o tatuaggio, inciso a forza sulla pelle. Non ricordo cos’era, ma era anch’esso di un nero molto cupo e le copriva gran parte del volto.

Indossava una giacca in pelle da motociclista, ma poco borchiata. Un top nero che scopriva l’addome a tartaruga, pieno di “crepe” nere come se fosse stata fatta di roccia.

Ma di questo non la invidio. Puoi avere tutte le lineature belle da vedere, le ho anche io per carità, ma se non sai resistere al dolore è tutta apparenza.

Poi... le mani dalle unghie lunghe, nere e aguzze, sprigionavano una fumarola nera e bianca.

Era bastato solo guardarla per percepire da lei un’energia svuotante.

Non importava quanto potere spirituale il mio demone avesse “mangiato” finora.

Judy avrebbe potuto cancellarlo. Azzerarlo.

Ci avrebbe potuto direttamente eliminare entrambi dall’esistenza solo sfiorandoci... come mi avrebbe spiegato lei in seguito.
Affrontarla sarebbe stata una battaglia persa dall’inizio...

Per un attimo ho pensato di chiederle di aiutarmi. Di eliminare questo mostro cannibale che mi tormenta da quando ero piccola.

Ma poi ci ho ripensato subito: avrei perso il potere che ho tanto faticato a ottenere per mandare avanti la mia causa.

E l’avrei chiesto a un demone, ci sarebbero state altre assurde condizioni...

Diventare peggio di così? Non ci tenevo.

Però, ora che te ne parlo e faccio più chiarezza sull’accaduto, conversandoci ho scoperto perché mi avesse risparmiato la vita e non mi avesse attaccato fin dall’inizio: mi ha spiegato di essere un angelo caduto, non un “ibrido”, come ha chiamato il cannibale dentro di me (avresti dovuto vederlo, o sentirlo, quanto era impaurito)

Judy ha anche detto di essere uno originario del “Regno dei Cieli”.

“Un angelo rinnegato dagli inferi, ma ancora troppo impuro per tornare in Paradiso.”

Non ci ho capito molto, in realtà. Queste sono le parole che mi ha detto e che ricordo.

Però il succo è... che lei è intenzionata a vendicarsi di Lucifero.

Mi ha raccontato una cosa del tipo: si era unita a lui durante l’assedio per il trono di Dio, credo, ma vedendo come sono andate le cose non ne è rimasta molto contenta.

...

Non ne so molte in materia... non sono esperta nel paranormale, e non ho letto nemmeno così tanto testi sacri, ma credo che non sia destino per lei vendicarsi sul diavolo. Dovrebbe essere il Creatore, no? Alla fine, dopo aver fatto arrivare cavalieri, suonate trombe... e... be’ il resto che non ricordo onestamente.

Boh.

Oh, vabbe’, in tutto questo c’è un altro particolare (sì questa storia è più contorta di così, Diario...)

Judy è la sesta in classifica.

Sì, esatto. Hai capito bene.

Un demone è il sesto in classifica di questo fight-club, pieno di persone e mostri come me.

Ed è sempre un demone a essersi offerto di collaborare con un umano per smontare i piani del diavolo.

Con un po’ di esitazione (e paura, lo ammetto), ho accettato le sue strambe condizioni, che probabilmente ti scriverò più avanti.
Non che avessi scelta. Almeno, non ho idea di cosa mi avrebbe fatto se avessi rifiutato...

E il marchio nero che mi ha tatuato sulla schiena con le sue unghie non brucia più.

Mi ha dato la sua parola (per quel che possa valere) che mi avrebbe aiutato a contenere l’appetito del demone a mio piacimento.
Però con questa nuova “alleanza” potrò arrivare molto più in alto. Arriverò facilmente ai primi dieci, e a me basta questo.

Però, sai... Diario...

...

Io proprio non capisco perché la mia vita debba essere così maledetta...

Non ho mai voluto tutto questo... non penso nemmeno di aver fatto chissà quante cose sbagliate nella mia vita, e ho avuto i miei rimorsi... ho sempre trattato tutti bene...

Più pregavo Dio di aiutarmi, più speravo che le cose andassero meglio di così... e più incontro demoni che mi mandano a monte tutto quanto, o mi complicano la vita.

Abbandonerei volentieri il progetto del dojo, se fosse per me, ma ormai sono in ballo.

E non lo faccio solo per me stessa, ma per chiunque possa in futuro avere questi problemi.

Ho affinato le mie tecniche, e alcune posso insegnarle ad altri, cosicché possano difendersi da queste presenze oscure.

La fatica che ho fatto finora per arrivare undicesima? Sarebbe stata del tutto vana se mollo proprio ora!

E... il cannibale di dentro ha di nuovo fame... mi sta facendo impazzire...

...

...

Wow. Ho sentito un prurito dietro la schiena come ho detto al demone di stare zitto. Di solito non funziona.

...

Deve essere quel... marchio...

...

Però mi sento persa Diario... ogni volta che vado avanti, qualcosa torna indietro!!

Che devo fare quando fede e speranza mi vengono svuotate così? Quando diventano solo parole..?

Cosa mi riserba il destino?

Solo oscurità? Non c’è più Luce per me..?

...

...




Forse è meglio che mi procuri un crocifisso, non si sa mai.

Diario di una Mangiuomini – 20 Luglio 2XXX testo di anderwritten
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