Pallide orde di vacche e campi , di canneti e bruma. Aratri stanchi di terre girate , argini e fiumi a dissetar zolle e contadini. Donne e vestali , grembiuli gonfi a contener pane e riposo. Maestosi ulivi , d’ombra e oro casse volte a prendere terga e schiene. I giochi festosi di un cane , lacerano sorrisi e rughe , di uomini e cappelli. Mani dure e sapienti , a raccoglier chicchi e pepite rotonde. L’odore acre , di sacchi e iuta , si aprono avidi a contenere manciate e foglie del nettare prezioso. E al tramontare di case e camini , il ritorno è un borbottio di dialetti e gesti di tempi passati , con musica di zoccoli e selciato.
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