Non ho subito guerre con le armi e non sono nato in un remoto paese dell’Afghanistan. I bambini afghani non sentono mai nominare il proprio nome fino a quando qualcuno non si accorga della loro esistenza.
Il mio nome l’ho sentito tante volte.
Franco.
Sono ugualmente un sopravvissuto e sto facendo di tutto perché la vita delle mie figlie sia migliore della mia.
Ho conosciuto mio padre quando lui aveva ormai sessant’anni ed aveva uno strano accento tedesco, quando parlava in dialetto stentato. Ma sono sopravvissuto alla sua mancanza.
Sono sopravvissuto alle domeniche di luglio, quando, prima di pranzo, giocavamo a pallone per sporcare un po’ il “vestito della domenica” e ridere al contempo all’idea della propria madre, inferocita dal vedere la camicia bianca macchiata di un’impronta circolare….a volte un po’ ovale…
All’ora di pranzo, i papà dei miei amici tornavano dalla pasticceria, con un vassoio di dolci in mano, fiero e sereno di tornare a casa. Si raccoglievano i pischelli e salivano a pranzo. Io tornavo solo.
L’unico uomo vero che abbia mai conosciuto, a parte me che non entro in competizione, è mio fratello. Bellissimo e sorridente. Era il mio migliore amico. Lui è andato via, improvvisamente, giovanissimo.
Aveva deciso che doveva trovarsi proprio lì, in quell’istante, quando un pazzo ubriaco aveva cambiato carreggiata. L’unica cosa che fermò quell’ammasso di rottami (compreso il conducente) fu la sua macchina. E lui.
Di lui mi resta un tatuaggio sulla spalla sinistra. Una rosa. Avevamo deciso di farcela entrambi ma lui non l’ha mai avuta. Non ha avuto il tempo per farla. E, mio malgrado, sono sopravvissuto anche a questo.
Ho riso tanto ed ho sempre fatto le battute più orride e inverosimili da far invidia all’umorismo inglese più cool.
Sono sopravvissuto al culo di mia moglie.
E’ il mio debole. Il mio amuleto ed il mio antistress- Farei di tutto per quel sedere! E se ci pensassi durante l’orario di lavoro, dovrei controllare la mia inevitabile erezione.
Un giorno mi accorsi che, essendo sopravvissuto a tutto questo, avevo acquisito la capacità di sopra-vivere vivere al di sopra di tutto e nono stante tutto.
Certo, agli occhi di qualcun altro le mie vicende potranno apparire quasi inverosimili per la loro superficialità e pochezza ma, in fondo, il dolore ha un metro di misura?
Non so se parlo con cinismo e di certo non voglio instillare l’idea che io sia un galantuomo.
Non lo sono affatto.
Il fatto è che amo la vita e, con essa, tutto quello che mi ha dato e mi ha tolto. E, vedendolo con gli occhi di un’altra persona, il risultato è sorprendente.
Racconto di me che non sono io.
E racconto del sorriso che cerco di stampare sul mio volto appena apro gli occhi… e con esso, il sole che mi abbaglia e che mi fa sopravvivere….
Sono un sopravvissuto. testo di allenurb