Non è solo il lutto, è tutto il processo della malattia che logora profondamente. Molti mi dicono “almeno non lo hai perso all’improvviso, eri preparata” Come se ci si possa preparare non solo alla morte in sé ma a tutto ciò che viene prima. Non ci si prepara all’infermità del proprio amore non ci si prepara per guardare piaghe infette e medicarle non ci si prepara ai deliri a ogni ora del giorno della notte non ci si prepara a un corpo pelle e ossa a macchie con pelle di carta velina non ci si prepara agli occhi di un padre iniettati di morfina non ci si prepara a uno sguardo che ti osserva confuso tu chi sei? “mamma!” grida “si, figlio mio, sono la tua mamma” e invece sono tua figlia La tua mamma è stata portata via quando eri un cucciolo di 13 anni. Come ci si prepara a questo, eh, cazzo? Come ci si prepara ai mille panni zuppi di nauseante urina di malato terminale? Come ci si prepara al sangue come ci si prepara alla melena alla febbre incessante ai deliri ancora deliri tutta la notte “Maaaammmaaaaa” Alzati, non dormire tuo figlio ti chiama No Tuo padre ti chiama Figlio mio, dimmi come ci si prepara? La via la verità la vita come ci si prepara? Ditemelo Di-te-me-lo Come ci si prepara? Come ci si prepara a chiudere quei meravigliosi occhi che mi hanno sempre guardata come quanto di più bello al mondo? Ora io chi sono? Come faccio a essere preparata al resto della vita senza lui?
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