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Lei andava, sotto il suo Sole.
Toglieva la paura dal cuore
come scarpe nel calzare,
china lì di fronte alle piante
quasi ad ascoltar le voci.
Ed era, come sempre, vero.
Ogni battito del mondo
coi suoi nudi e freddi piedi
si metteva ad udire,
quelle terre consistenti
eppur diverse come figlie
s'intricavano a radici
sussurrando fiumi di voce
che nessun meno ella
poteva capire appieno.
Un giorno vennero le nuvole,
la giovane circuita fu dai fumi
mentre veleni fatti d'oro
ne ghermivano la carne.
Solo l'anima era in vita,
cosa oh cosa volea fare?
Il corpo quasi inerme
divenne virgulto e si levò,
mani al cielo per pregare,
una voce proruppe ed esplose:
"Tierra!".
In breve, di nuovo fu libero.
Dolce la dama tornò alle fronde
soffocando i miasmi,
annegando le false promesse
scintillanti d'un giallo malato.
Natura vinse di nuovo
sui suoi spaventosi aguzzini,
quel che credeva fosse perduto
tornò cento e più volte indietro
a nuova speranza.
Alfine, giunse anche la notte.
Ma in sè il prezioso segreto
d'un giorno nuovo che verrà
coi suoi fiori e i suoi frutti.