CONFESSIONI DI UN PESCE FUOR D’ACQUA
Mi sono sempre sentita fuori luogo: a scuola, con le amiche, al lavoro e in palestra; nel vestirmi e nei posti che frequento; in mezzo ad una folla, nel mio antro solitario. Quando ero adolescente, ancora oggi alle soglie dei quaranta. Non si direbbe, vero?
Per un attimo ho pensato che fra le tue braccia avrei potuto trovare casa, non è stato così: tu sei il mio switch, l’ho capito solo oggi, ma questa è un’altra storia...
Nell’ultimo anno mi sono fermata? Nascosta? Addormentata? Cosa?
Sono rimasta in silenzio perché non avevo nulla da dire, ed il mio silenzio ha parlato per me. Il nulla, il buio, la notte della’anima.
Senza sogni e con nessuna aspettativa che non fosse il trascorrere di un altro giorno. Una vita nebbiosa, con lo sguardo incapace di trovare l’orizzonte.
Le parole ed i mondi che avevo costruito sono crollati e, muovendomi fra le macerie, non mi sono lasciata sfiorare da alcuna esistenza: la sensazione era che non ce ne fossero altre, forse neanche la mia.
Un intrico di piccoli doveri quotidiani e cibo per sopravvivere, niente sorrisi e poca musica. E una sovrumana stanchezza.
Ho deciso tante volte di scuotermi eppure non l’ho veramente voluto, perché sono rimasta ferma.
A quale gente, a quale amore, a quale albero appartengo?
Non c’ è posto per me oppure non so vivere?
E poi che senso ha pensare e ripensare? Il tempo scorre: è un conto alla rovescia che non si può fermare, non si può inseguire. Forse io non ci sto dentro.
Ho aspettato tanto, così tanto, ma quando ho smesso il sipario è calato.
Nessuno ha applaudito e tutto ciò che ero stata fino ad allora si è dissolto: ero un pugno di sabbia che sfugge alla presa di una mano troppo piccola.
Nessun gancio a cui domandare appoggio e solo dita rinsecchite e scheletriche, distorte dal male ed incapaci di indicarmi la Via.
Raggiungerò mai il mare?
Ti ho rivisto ed è tornato il sonoro: almeno ora il cuore ha ripreso a parlare. Non ci sono i colori ancora. Solitudine totale e paura di abbozzare qualunque sogno, ma forse una visione più eroica e meno inutile dell’annaspare in cerca d’acqua ed ossigeno. E la conferma che, anche se sono lontana da te mille mondi, soffocare l’emozione che fai vivere in me spegne il cuore.
memorie di un pesce fuor d'acqua testo di rean