Ho da poco terminato il mio primo libro e spero che in molti possano leggerlo ed apprezzarlo.
La protagonista narrante è un'adolescente che descrive senza censure, ma con molta lucidità, le proprie esperienze di ragazzina sostanzialmente posata e piuttosto matura per la sua età: crede infatti ciecamente in un amore che le sta facendo vivere momenti di autentica magia con il suo ragazzo e a lui donerà infine la propria verginità, con i tempi giusti e in un contesto estremamente romantico.
Alle sue vicende personali fanno però da contraltare quelle assai più controverse dei suoi amici e delle sue amiche, che lei osserva con preoccupazione e un po’ di sgomento sentendosi assai lontana da loro per carattere e modo di vivere.
La sua testimonianza diretta diventa così una sorta di osservatorio privilegiato sulle principali tematiche dell’età adolescenziale ai tempi moderni: la precoce mercificazione del corpo per fini esclusivamente consumistici, la piaga della droga e dell'alcol si intrecciano infatti sotto i suoi occhi e avvolgono alcuni coetanei in una stretta talvolta addirittura mortale mentre l'esperienza di una cara amica rimasta incautamente incinta la farà riflettere sui pericoli di chi affronta il sesso come un gioco e pratica rapporti non protetti senza pensare ai rischi che corre.
Ne scaturisce una panoramica in parte desolante sul mondo giovanile, ma con le sue intelligenti riflessioni Laura è un fulgido esempio di come anche nell’era apparentemente un po’ immorale di internet la maggior parte dei ragazzi di oggi sappia ancora sviluppare sufficiente forza interiore per vivere una vita basata sui solidi e immutevoli principi trasmessi dalle vecchie generazioni.
Di seguito ho inserito un breve passo del libro, augurandomi che la lettura risulti gradita e possa suscitare curiosità.
Ogni volta che parlavo con Gianna, mi rendevo conto che aveva molta più esperienza di me in fatto di ragazzi e mi divertivo un mondo ad ascoltare i suoi racconti.
In breve tempo divenne la mia migliore amica al pari di Viola, con cui aveva molti aspetti in comune soprattutto per ciò che riguarda il modo disinvolto di approcciarsi con i ragazzi. Io invece ero un tipo timido, riservato e poco incline a dare confidenze agli sconosciuti sapendo bene che il loro unico intento è metterti le mani addosso e fare sesso.
Viola e Gianna hanno invece sempre sfruttato queste debolezze maschili per il proprio divertimento, dandomi l’impressione di condurre i giochi a loro piacimento: se con un tipo non hanno voglia di combinarci nulla, fingono qualche moina per scroccargli da bere o un giro in moto e a fine giornata ci scappa al massimo un bacio sulla guancia e nient’altro. In caso contrario sono loro a stabilire tempistiche e modalità degli approcci e i malcapitati di turno non possono fare altro che abbozzare.
Fisicamente sono abbastanza diverse: Viola è davvero carina, con una vita sottilissima, due gambe slanciate e un seno sodo a classica coppa di champagne.
Gianna, invece, è la classica “femmina” mediterranea che attizza molto gli uomini: un pò in carne nei punti giusti e soprattutto 2 tette che a 15 anni facevano già girare la testa anche agli adulti. Seguire i corsi da ballerina le aveva conferito una sinuosità nei movimenti e una carica sessuale davvero dirompente. Non era quindi casuale che in fatto di sesso potesse vantare già a quel tempo un’esperienza di tutto rispetto! Era già infatti già stata a letto con 2 ragazzi, entrambi maggiorenni: la prima storia durò alcuni mesi, durante i quali mosse i primi passi nel mondo del sesso e perse la propria verginità.
Mentre stava con quel tizio conobbe Giorgio, il classico tamarro da cui vorresti stare alla larga ma che alla fine ti attira proprio per la sua aria da cattivo ragazzo.
Con lui assaporò le vere gioie del sesso e si spinse a provare esperienze piuttosto hard. Era infatti un vero porco che voleva fare di Gianna la sua geisha: lei non riusciva a rifiutargli nulla anche perché i loro incontri erano spesso conditi da fiumi di alcol, parecchie canne e anche qualche pasticca che le toglievano qualsiasi freno inibitorio.
Era innamorata persa, ma ha sempre saputo che a lui interessava solo divertirsi e trascinarla verso le forme più estreme possibili di perversione. All’inizio si era illusa di riuscire a fargli perdere la testa assecondandone tutti i suoi desideri, ma ben presto si rese conto che tra loro non ci sarebbe mai stato altro che sesso.
Ne ebbe la certezza quando una sera la portò a una festa di metallari fumati e davanti a lei cominciò a ballare e a limonare senza ritegno con una troietta, facendo segno a Gianna di avvicinarsi e unirsi a loro.
Lei se ne andò via arrabbiatissima e delusa e per una decina di giorni evitò di rispondere alle sue chiamate e ai suoi sms, finché un giorno se lo ritrovò all’uscita da scuola e non riuscì a rifiutare il suo passaggio in moto.
Invece di portarla a casa, si fermò nel negozio dei suoi chiuso per la pausa pranzo e fecero l’amore sul divano con un impeto e una passione tali da illuderla che in lui fosse scattato qualcosa nel cuore. Ma dopo alcune settimane lui la invitò a casa sua e quando lo raggiunse lo trovò mezzo fatto in compagnia di un suo amico. Chiacchierarono un pò del più e del meno, si scolarono qualche birra e mezza bottiglia di vodka finché lui mise un dvd porno e si avvicinò a lei, baciandola e toccandola dappertutto.
Si sentiva stranamente intorpidita e con la mente annebbiata, tanto che si dimenticò per qualche istante della presenza dell’amico e si fece togliere la maglietta e sollevare la minigonna. Chiuse gli occhi estasiata quando lui avvicinò le labbra alle sue gambe e, scostando le mutandine, leccò il clitoride con la punta della lingua ed esplorò a fondo le grandi e piccole labbra.
Si stava godendo quegli attimi di intenso godimento quando avvertì una strana presenza sul suo viso: aprì gli occhi e vide l’amico inginocchiato a fianco a lei che si dimenava il pisello, avvicinandosi sempre di più alla sua bocca.
Si scostò immediatamente, ma lui con la mano libera le afferrò la testa e la premette contro di sè mentre Giorgio si godeva la scena e non sembrava affatto intenzionato a darle aiuto. Anzi, approfittò della situazione per penetrarla con forza sdraiandosi sopra di lei per renderle ulteriormente difficile divincolarsi dalla presa di quell’altro.
Si sentiva ormai del tutto inerme, in preda a 2 porci che la stavano usando per il loro piacere. Poteva solo cercare di tenere la bocca chiusa per impedire che il tizio mai visto prima le infilasse il pisello dentro, ma non riuscì ad evitare che se lo strusciasse sulle sue labbra e sulla faccia mentre l’altro la montava sempre più freneticamente e le intimava di aprire la bocca a beneficio del suo amico.
Poco prima di venire, Giorgio uscì dalla sua vagina e si masturbò sul suo grembo. L’altro tizio lo seguì a ruota, premendole l'uccello sulla bocca e riempendole viso e capelli di sperma.
Alla fine di quello strazio non riuscì nemmeno a dire nulla. Sentiva la testa batterle forte e il soffitto pareva ondeggiare come durante una scossa sismica. Percepiva unicamente di essere bagnata un pò ovunque di liquidi non suoi, viscidi e puzzolenti.
Dopo qualche lunghissimo minuto trovò la forza di trascinarsi in bagno e di togliersi di dosso tutto quello schifo con un asciugamano, si ricompose e uscì da quella lurida casa lasciandosi alle spalle le risatine soddisfatte di quei due che la chiamavano e le urlavano altre oscenità.
Fu l’ultima volta che li vide e giurò a sé stessa che non avrebbe mai più permesso a nessuno di usarla come un giocattolo.
D’ora in avanti, sarebbe stata lei a divertirsi con gli uomini e non viceversa.
Adolescenti senza ret@ testo di steveg