Le sedie ridono di notte
con gambe di ferro stanche,
mentre il soffitto beve acqua piovana
che nessuno ha versato.
Un piccione di carta
mi strappa le unghie del pensiero,
e i miei occhi diventano scale mobili
che salgono soltanto in discesa.
Ho provato a piantare un orologio,
è cresciuto un deserto
con spine trasparenti.
Mi hanno detto che era amore,
ma parlavano con bocche
piene di sabbia.
Il caffè mi guarda con sospetto,
sul fondo della tazzina
galleggia un pesce morto
che respira soltanto
quando chiudo gli occhi.
E rido, senza rumore,
di questa giostra senza cavalli.
Depresso.
What else?