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Il Mediterraneo, il “mio mare” e non solo. Le spiagge belle, strette e sabbiose, l’ombra di Platone e il fascino della Grecia antica. Quel mare, quei mari, sono sempre nervosi. Ognuno, li, naviga a vista in cerca della propria Itaca, con il sapore di un vento che spira il più delle volte proprio da sud est, dalla terra dell’aria divina. Una parte di me si aspetta che, prima o poi, arrivi anche Dioniso. Entro nel mare, con la testa, mi dico che basta il pensiero. Mi chiedo se si viva (anche) per questi micro momenti.
(Il mare è pienezza, il mare è d’inverno)
Il mare era la promessa di qualcosa che non avevamo mai saputo. Di miti costruiti, di sirene radicali e con qualche ruga sul viso. Su quegli scogli tutti abbiamo perso, non siamo mai stati tanto uniti.
È il primo giorno d’autunno, dice qualcuno. (Dimmi che è così)