Al buio

scritto da Annabelle
Scritto Ieri • Pubblicato 5 ore fa • Revisionato 5 ore fa
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Autore del testo Annabelle

Testo: Al buio
di Annabelle

Il velo della sensualità si squarcia, lasciando spazio a una trappola psicologica da cui è impossibile fuggire.
I tuoi sensi non sono più alleati, ma complici del tuo isolamento.

La Vista

Le ombre nella stanza non giocano più: Osservano.
Nel buio pesto, le tue pupille si dilatano fino a farti male, cercando una linea, un contorno, un punto fermo che confermi che sei ancora solo.
Ma l'oscurità si deforma,al limite della tua visione periferica, una sagoma scura si muove, troppo alta, troppo fluida.
Ogni volta che giri la testa per guardarla direttamente, scompare.
Non sai se stai impazzendo o se il buio ha finalmente preso una forma umana.

L'Udito

Il silenzio diventa un rumore assordante. Senti il ticchettio dell'orologio, poi il ritmo del tuo battito cardiaco, accelerato, impazzito.
Ma c'è un terzo suono che si insinua tra i due.
Un doppio fondo nel silenzio,un respiro umido, pesante, che non segue il ritmo del tuo polmone.
Viene dall'angolo della stanza,poi, improvvisamente, lo senti scivolare:
Un fruscio raschiante sul pavimento, che si sposta rapidamente, descrivendo un cerchio perfetto intorno al tuo letto.

Il Tatto

L'aria si congela.
Senti una pressione improvvisa sul materasso, come se un peso invisibile si stesse inginocchiando accanto a te.
Cerchi di muoverti, ma le tue membra sono pesanti, paralizzate da un terrore ancestrale. Poi, la sensazione fisica:
Qualcosa di incredibilmente freddo e viscido sfiora la tua caviglia nuda.
Non è una carezza,ma dita scheletriche che tracciano lentamente una linea risalendo verso il tuo polpaccio, stringendo appena quanto basta per farti capire che non puoi scappare.

L'Olfatto

L'aria diventa irrespirabile, satura di un odore che evoca immagini di stanze chiuse da secoli, di terra bagnata e di decomposizione coperta da un profumo dolciastro e stantio di violette appassite.
È l'odore del panico,ti riempie la gola, ti mozza il fiato, penetra nei tuoi polmoni come una nebbia densa che ti consuma dall'interno, impedendoti persino di gridare.

Il Gusto

La bocca è completamente arida, impastata di un sapore amaro e metallico, identico a quello del sangue o del ferro arrugginito. Cerchi di deglutire, ma il sapore si fa più intenso, come se avessi inghiottito una moneta antica ricoperta di terra.
È il gusto esatto della tua stessa paura, un veleno autoprodotto che ti stringe lo stomaco e ti sussurra che la parte peggiore deve ancora iniziare.
Ora non puoi più muoverti.
Non puoi più sentire il mondo esterno,ci sei solo tu e la presenza che ti sta respirando sul viso.

Al buio testo di Annabelle
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