Mi aggiro per stanze deserte colme di gente, nota, sconosciuta. Tra oggetti mai visti quotidiani al mio sguardo. Presente ma lontano vivo altrove. Un bosco mi ospita. Tra acacie spinose e tigli odorosi, querce imponenti ed ontani resinosi. Tra mille richiami animaleschi mi aggiro libero. Un’isola è la mia dimora. Tra palme assolate da raggi obliqui, nel sole calante la mia ombra s’allunga. Sfiora la risacca odorosa e si nutre di vita. Qualcuno mi chiama, porge un bicchiere, affretta il ritorno. Bevo, avidamente bevo. Si festeggia qualcuno, ignoro chi sia, festeggiano me. Versatemi altro vino, perchè puzzi nel russare e torni a sognare… …solo.
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