il fuoco ridotto fioco affronta il gelo e il fiato del vento tra le storture del cielo liminali le stelle occhieggiano ambigue luccicano allungano raggi tra rami di faggi giallognoli sopra s’acquieta la luna in un atterraggio di fortuna nella conca di una nuvola franta c’è odore di legno di cedro di resine e di ricami sospesi scie luminose di lumache di terra che leccano il piano piano schiarisce purpureo un lembo di vita laddove ad oriente le mille e una notte raccontano infinite storie mulatte e redivive un’alba tra affrescate memorie e interrogativi futuri del presente rimane l’assenza di voci il fuoco ridotto fioco è fiammella che non implode né consuma l’ardire aggrappato a cristallizzate speranze: non c’è più nulla da dire.