C’è un fiocco di neve sul mio cappello. Improvviso. Anzitempo. Dapprima ghiacciata, s’è addolcita. Levigata. Fluttuante. La purezza che pervade l’aria, schiocca come frusta alle mani. Intorpidite. Arrossate. Silenzio. La notte ansimante, del tutto assente. L’emozione. Come la prima neve d’ogni età possibile. Che è morta e rinasce. Il tema del costante rinnovo. L’eterno girare. Vorticare da cui è necessario ed auspicabile uscire e redirigere all’ignoto l’essere, il vuoto più terribile, che ci schianta nel cuore, che c’afferra alla voce e singhiozza piangente, evocando un reame da fiaba, una fiaba per ogni essere, eppure unico, integro, Uno – In cui sarò neve.
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