Certe volte, mentre irraggia l'estate, sento la felicità trafiggere a tratti la serranda del mio torace, e me ne sto assiso in silenzio e muto ad ascoltare l'abbraccio del sole su di me.
È tutto così luminoso, all'infuori di me.
Ma io non sono quel vigore, e sento dentro scoppiettare, lucente e aguzzo, un rovo contorto, quasi a ricordarmi un antico sentire: ma la spada ormai è riposta, finita la guerra, e fa sfoggio di sé nella bella teca.
Mi si crederebbe un veterano sconosciuto, che non abbia mai gridato vittoria.
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