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Bocca di fata
Ecco il silenzio.
Il giorno si spegne.
Quante volte ti ho amata quest'oggi,
quante volte ho incontrato i lumi tuoi belli
e il moto dei lunghi capelli
ondeggiare nell'aere addolcito
dal tuo intenso profumo di fiore.
La piccola bocca di fata osservavo curioso
scrutando perle bianche al suo interno,
colore di fragola il resto,
frutto desiàto che mai coglierò?
Piccine anch'elle le mani,
la pallida pelle sfiorare
per caso passandoti accanto,
un caso cercato nel caos di questo amaro creato.
Il timbro deciso di viola ascoltare per ore,
e tutt'intorno un teatro m'appare,
scene di fuga e di viaggi lontani,
io e te andar da soli
laddove il passato è un assente
e sarà nuovo il presente,
trovando un futuro di pace, gioia e ardore.
Poi te ne vai.
La luce si spegne
e ripiomba il buio mondo infame
addosso quest'anima lenta;
solo il cuor mio rimane sospeso
aggrappato al ricordo tuo vago,
ricreando l'ebano arcano degli occhi tuoi grandi,
mentre da tutte le parti pensieri serpenti
m'attaccano ratti, mordono toschi
e stringon contorti tirandomi giù, giù, giù
nel fondo di questa pozza melmosa
ch'è diventata la mia casa.
Ma ancora ha da sorgere il sole,
ancora ha d'aprire il cantiere,
un nuovo giorno d'opera certo ci aspetta;
e così aspetto il ritorno tuo caro,
àncora vitale che ancòra mi solleva
un altro giorno su una giostra di sensi impazziti.
Questo, domani.
Ma adesso rimani tenera immagine nell'anima.
da: Ebano #5
8 novembre 2023